Rigopiano, entro 10 giorni le risposte del ministero

I familiari delle vittime incontrano il vice premier e chiedono un aiuto concreto «Va estesa la legge Viareggio e serve un aiuto economico. Da soli non ce la facciamo»
PESCARA. Una settimana, dieci giorni. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha chiesto tempo per studiare le richieste del comitato “Vittime di Rigopiano”. E per far arrivare la risposta dello Stato. Dopo «due anni di totale abbandono» circa 25 componenti del comitato hanno incontrato ieri pomeriggio il ministro, in prefettura, a Pescara. Hanno sollecitato «l’estensione della legge Viareggio alla tragedia di Rigopiano», preparando loro stessi un testo. E parlato della necessità di «un controllo su questi uffici, perché tutto parte da qui», ha detto il portavoce Gianluca Tanda al termine della riunione. Nei giorni scorsi, infatti, sono stati notificati sette avvisi di garanzia per il reato di frode in processo penale e depistaggio a carico del personale della prefettura, compreso l'ex prefetto Francesco Provolo. L'accusa è di aver occultato il brogliaccio delle segnalazioni per nascondere la chiamata di soccorso delle 11.38 del cameriere Gabriele D'Angelo, poi deceduto a Rigopiano. Ieri si è parlato anche di questi sviluppi e i familiari delle 29 vittime hanno ribadito di voler «sapere quali sono i veri colpevoli. È grave che abbiano occultato delle prove, non si può nascondere una telefonata così importante», ha proseguito Tanda chiedendo che «questi uomini dello Stato abbandonino il ruolo».
Andando oltre l’aspetto giudiziario, Salvini «ha voluto sapere come vivono gli orfani, come vive Giampaolo Matrone, che è invalido, come fa a crescere una bambina senza la mamma. E ha cercato di capire le mamme, che si sentono abbandonate». L’incontro con il ministro è un modo per «sapere se lo Stato è dalla nostra parte», per Tanda. «Vedremo se tra una settimana riceveremo parole di circostanza e pacche sulla spalla o qualcosa di concreto. È difficile portare avanti una battaglia così dura da soli: non riusciamo a sostenere le spese legali, molto pesanti».
Salvini è stato chiaro. Non intende limitarsi «alle solite pacche sulle spalle che hanno ricevuto fino ad oggi» ma vuole «riuscire a garantire dei diritti agli orfani e alle famiglie delle vittime», ha detto. Ha assicurato il suo «impegno» e anche «velocità» per capire se la legge che chiedono può essere approvata. Avranno risposte «in tempi certi» mentre il processo, ha aggiunto il ministro, «avrà i suoi, di tempi. E chi ha sbagliato pagherà». (f.bu.)
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