Rigopiano, i consulenti dell'hotel si tirano fuori

20 Dicembre 2017

Marrone: "Non spettava a me valutare il rischio valanghe". E il direttore della Regione Antonio Sorgi consegna dei documenti e si avvale della facoltà di non rispondere

PESCARA. Ultima giornata di interrogatori per i 23 indagati sulla tragedia dell'hotel Rigopiano di Farindola (29 morti sotto la valanga). Si è avvalso della facoltà di non rispondere Giuseppe Gatto, indagato con l'accusa di falso e primo a presentarsi davanti al procuratore, Massimiliano Serpi, e al Pm Andrea Papalia. Gatto è il tecnico che ha redatto la relazione che la Gran Sasso Resort & Spa, società che gestiva il resort, aveva allegato alla richiesta di intervenire su tettoie e verande dell'hotel.

E' stata quindi la volta di Andrea Marrone, consulente incaricato dall'amministratore unico della società di adempiere le prescrizioni in materia di prevenzione infortuni. Marrone, insieme all’amministratore unico della società Bruno Di Tommaso, secondo i magistrati “nell’aggiornare i documenti di valutazione dei rischi, ometteva di valutare quello riferito alle valanghe nonché quello di isolamento per ingombro-neve sulla strada di accesso e di connesso rischio infortunio malore di ospiti”.

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Al termine dell'interrogatorio il suo avvocato Ugo Di Silvestre ha detto: “Penso di avere chiarito la posizione del mio assistito, che è una posizione a mio avviso marginale nell’ambito di questo procedimento. Marrone si occupava della consulenza in materia di sicurezza dell’Hotel Rigopiano, un argomento che riteniamo non molto coerente con tutto il resto dell’indagine. In ogni caso siamo fiduciosi, abbiamo risposto alle domande che ci sono state poste, riteniamo di avere effettivamente chiarito la sua posizione e quindi speriamo che il suo percorso giudiziario possa arrestarsi già nella fase delle indagini preliminari”.

Davanti al pm si è quindi seduto Antonio Sorgi, direttore (all'epoca dei fatti contestati) della Direzione parchi territorio ambiente della Regione Abruzzo. Accompagnato dall'avvocato Guglielmo Marconi, Sorgi ha consegnato alcuni documenti ai magistrati e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il direttore è accusato di omicidio colposo, lesioni plurime colpose, falso e abuso d'ufficio, nel filone dell'inchiesta sul permesso rilasciato nel 2006 per la ristrutturazione del complesso alberghiero, quando l'area era soggetta a vincolo idrogeologico. Secondo la Procura, Sorgi - in concorso con l'imprenditore Paolo Del Rosso e con il tecnico comunale Enrico Colangeli - in assenza di quell'autorizzazione permise la realizzazione del nuovo resort con annesso centro benessere, eludendo il pericolo di valanghe al quale il sito era esposto.

Nel pomeriggio è la volta di Marco Paolo Del Rosso, l'imprenditore che chiese l'autorizzazione a costruire il resort e di Bruno Di Tommaso.