Rigopiano il 10 luglio con riserva: aula affollata, processo a rischio

2 Aprile 2020

Nuova data per la tragedia del resort. L’avvocato Galasso: «Sì solo alle udienze con poche persone» Saranno ammessi in 150 tra avvocati, imputati e parti civili: con le regole attuali, il rinvio sarà certo 

PESCARA. La data fissata per l'udienza davanti al gup era quella del 27 marzo scorso, ma l'emergenza Covid-19 ha bloccato anche uno dei più importanti procedimenti in corso nel tribunale di Pescara: quello sulla tragedia di Rigopiano dove il 18 gennaio 2017 persero la vita 29 persone per la valanga che distrusse l'hotel. Un rinvio obbligato visto il blocco di tutti i processi e dello stesso tribunale che resterà blindato almeno fino al prossimo 15 aprile.
LA NUOVA DATA Per Rigopiano si tornerà in aula il 10 luglio prossimo: questa la data fissata dal giudice. Una data già ipotizzata per un ragionamento semplice. La ridotta attività del tribunale andrà avanti comunque fino al 30 giugno: un periodo, quello tra il 15 aprile e fine giugno, che consentirà di riprendere i processi, ma sempre rispettando il distanziamento sociale. Ecco dunque che, per un procedimento come quello di Rigopiano dove si contano almeno circa 150 persone legittimate a presenziare in aula tra imputati, parti civili costituite e avvocati, era impensabile poterlo fare rispettando le regole oggi in vigore e fino a giugno.
L’EMERGENZA «Bisogna ancora capire», spiega l'avvocato Massimo Galasso che è anche vice presidente della Camera penale di Pescara oltre che difensore di una delle parti nel procedimento Rigopiano, «come evolverà la situazione. Quello a luglio era un rinvio quasi scontato perché se è vero che dopo il 15 aprile riparte la celebrazione dei processi, è anche vero che fino al 30 giugno restiamo sempre in emergenza e quindi si potranno trattare solo alcuni tipi di processi». Una situazione, dunque, ancora in evoluzione e all'attenzione della Camera penale, che sta verificando tutte le possibili soluzioni da adottare dal 15 aprile al 30 giugno.
IL PROTOCOLLO «Abbiamo predisposto», prosegue Galasso, «un protocollo che riguarda le convalide degli arresti, le direttissime e quindi tutto quello che è consentito in questa fase di emergenza, e che porteremo alla firma prima del Consiglio dell'Ordine e successivamente a quella del procuratore e del presidente del tribunale. Poi bisognerà valutare quali processi trattare e come trattarli dal 15 aprile al 30 giugno per evitare che vadano in conflitto con l'emergenza Covid-19. Diciamo subito che non ci sarà alcun problema per quanto riguarda la prescrizione, in quanto è stata disposta la sospensione dei termini. Però, comunque, si renderà necessario trovare il sistema che garantisca il rispetto del distanziamento sociale con la celebrazione dei processi. Forse si potranno trattare le prime udienze, i riti alternativi, quei processi che non prevedono una istruttoria dibattimentale. Insomma, al momento, solo quelli che non prevedono un coinvolgimento di troppe persone».
L’AULA DEI MAXI PROCESSI Ecco che torna il problema per Rigopiano che, in ragione della sua ampia platea, pur trattandosi al momento di udienza preliminare, si tiene nell'aula dei maxi processi.
«Quello di Rigopiano», spiega ancora l'avvocato Galasso, «non è certo un procedimento che può essere trattato da remoto. Ci sarebbero anche gli strumenti per farlo anche in presenza di un folto numero di parti, ma il problema vero sarebbe quello di non poter interagire con tutte le parti. E questo vale anche per altri processi meno corposi, ma altrettanto importanti numericamente parlando».
PROROGHE DEL GOVERNO Dal punto di vista processuale va detto che i due procedimenti su Rigopiano si trovano davanti al gup Gianluca Sarandrea, e viaggiano ancora in maniera distinta. Entrambi, sia quello sul depistaggio che coinvolge i sette prefettizi, sia quello sul disastro che conta 25 imputati (alcuni però sono in comune) sono nella fase di costituzione delle parti. Sono stati chiamati in causa i responsabili civili, ma non è stata ancora fatta la discussione a riguardo. Quindi i tempi per forza di cose si allungheranno, anche perché non si sa a oggi se interverranno delle ulteriori proroghe governative per il dopo 30 giugno.
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