Rigopiano, il Comitato vittime presidia la Prefettura

Iniziativa di solidarietà per mercoledì mattina con lo slogan "Io sto con Giampaolo Matrone". E nel corso della quale sarà chiesto un faccia a faccia con il prefetto Provolo
PESCARA. Di nuovo in strada. A protestare, pochi giorni prima dell'anniversario dei dieci mesi dalla tragedia (il 18 novembre). E soprattutto prima che il prefetto si trasferisca a Roma. Perché il Comitato vittime di Rigopiano intende rispondergli così alla lettera con la quale ha denunciato alla Procura l'irruzione di uno di loro, Giampaolo Matrone, in prefettura per chiedere lumi alla funzionaria che in quei giorni di gennaio ironizzò sull'allarme dell'hotel travolto dalla neve e con esso 29 persone.
"Io sto con Giampaolo Matrone" questo lo slogan che il Comitato ha deciso di affidare al presidio pacifico sotto la Prefettura di Pescara, mercoledì 8, a partire dalle ore 10. Il Comitato familiari della vittime di Rigopiano intende così esprimere tutta la sua vicinanza e solidarietà a Matrone che, dopo aver perso la moglie sotto le macerie dell’hotel ed essere rimasto invalido, è stato pure “segnalato” alla Procura dal prefetto, Francesco Provolo. Nel corso del presidio verrà chiesto che una delegazione abbia un incontro "pacato" con il prefetto.
"L'iniziativa dell'alto funzionario - in procinto di essere trasferito a Roma dove andrà a dirigere l'Ufficio centrale ispettivo al dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile - è stata assunta in seguito alla visita in prefettura compiuta il 18 ottobre dal sopravvissuto, in occasione dei nove mesi dalla tragedia", sottolinea il Comitato, "con il solo intento di chiedere lumi sul suo operato alla famosa funzionaria che respinse in malo modo l'allarme telefonico di Quintino Marcella per l'albergo crollato, concludendo la telefonata con la frase tristemente nota “la mamma degli imbecilli è sempre incinta”. Il prefetto però non ha gradito, lamentando la destabilizzazione di un ambiente già abbastanza sotto stress per la vicenda, come ha detto Provolo, e informando la magistratura, quasi a voler chiedere l'apertura di un procedimento".
Un'azione che ha profondamente amareggiato Matrone, il quale, appresa la notizia, ha parlato di “atto vile che tradisce il nervosismo della Prefettura”, rilanciando anche oggi: “Mi sono limitato a chiedere spiegazioni e a domandare perché occupano ancora regolarmente il proprio posto di lavoro coloro che hanno o potrebbero avere responsabilità nella tragedia”, spiega il superstite, alludendo anche al fatto che la funzionaria in questione è stata sottoposta ad un procedimento disciplinare: “Non è accettabile che un cittadino che si reca in un ufficio pubblico, e nel regolare orario di apertura, per chiedere delucidazioni venga quasi denunciato. Se così fosse bisognerebbe denunciare la maggior parte dei cittadini".

