Rigopiano, il processo trasferito nel palazzo dello sport di Pescara

26 Maggio 2020

Parterre e gradinate del PalaGiovanni Paolo II ospiteranno avvocati, imputati e familiari delle vittime Ma ora occorre l’autorizzazione del ministero. Possibile il rinvio a settembre dell’udienza del 10 luglio

PESCARA. La location per celebrare il complesso e corposo procedimento sul disastro di Rigopiano, dove persero la vita 29 persone, è stata trovata. Si tratta del "Palazzetto dello Sport Giovanni Paolo II" di via San Marco, struttura che può ospitare fino a 2500 persone, messa a disposizione dal sindaco di Pescara, Carlo Masci. «Ne abbiamo parlato con il presidente del tribunale, Angelo Mariano Bozza, e credo che questa potrebbe essere la soluzione migliore per celebrare, in tempo di coronavirus, il processo che conta una platea piuttosto importante in termini numerici».
PARTERRE E GRADINATE La soluzione esterna a Palazzo di giustizia si era resa necessaria proprio per l'emergenza Covid e per i requisiti che devono essere rispettati per garantire a tutti il massimo della sicurezza possibile. Il distanziamento sociale ha quindi imposto questa scelta che non ha ancora il crisma dell'ufficialità, in quanto è necessario seguire un iter procedurale per ottenere l'autorizzazione da parte del ministero della Giustizia.
«Abbiamo ipotizzato con il presidente Bozza», spiega ancora il sindaco Masci, «che un centinaio di persone potrebbero essere sistemate nel parterre della palestra, mentre il rimanente sulle gradinate».
MANOVALANZA Il Comune metterebbe anche a disposizione la manovalanza necessaria per allestire, in occasione di ogni udienza, la predisposizione delle postazioni: quella del giudice, quella della pubblica accusa e, naturalmente quelle del nutrito collegio difensivo che non riguarda soltanto i 30 imputati, ma anche e soprattutto le 120 parti civili costituite che hanno il diritto di presenziare: in totale, si parla di oltre 250 persone che dovrebbero partecipare a ogni udienza.
L'interrogativo che resta, e che non è di poco conto, è quello legato alla data fissata per la prossima udienza. Il procedimento, che attualmente è ancora davanti al gup Gianluca Sarandrea (che peraltro non ha ancora deciso sulla riunione dei due procedimenti, quello sul disastro e quello sul depistaggio che interessa soltanto sette prefettizi), era stato fissato al 27 marzo scorso, in piena sospensione delle attività del tribunale.
RISCHIO SLITTAMENTO Per questo, era stato disposto un rinvio d'ufficio al 10 luglio che diventava la prima data utile dopo la fine dell'emergenza, fissata al 30 giugno. Ma la fine dell'emergenza, nel frattempo, ha subìto una proroga di altri 30 giorni ed è stata spostata al 31 luglio. Questo significherebbe che anche la data del 10 luglio dovrebbe saltare. Non si tratta di rispettare soltanto il protocollo che il tribunale ha sottoscritto con l'Ordine degli avvocati e le Camere Penali, che fino al 31 luglio non prevede la possibilità di celebrare processi con oltre 6 imputati, ma soprattutto di rispettare il decreto legge n. 83, emesso proprio in piena pandemia.
IL GUARDASIGILLI Uno dei legali delle parti offese, l'avvocato Romolo Reboa, aveva avanzato la possibilità di celebrare il processo in una palestra o struttura simile per garantire il distanziamento sociale, e aveva anche sollecitato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, in questo senso. E il Guardasigilli aveva inviato poche righe al presidente Bozza per invitarlo a valutare questa possibilità e fare il possibile per tenere l'udienza. E questo il presidente ha fatto concordando con il sindaco la possibile location individuata, ma a questo punto la data del 10 luglio resta comunque sospesa in relazione al citato decreto legge n. 83.
SOSPENSIONE DEI TERMINI Anche se il ministero dovesse, sollecitamente, autorizzare l'uso della palestra, non ci sarebbero i requisiti di urgenza stabiliti dal decreto per superare la data del 31 luglio, che stabilisce la fine dell'emergenza in corso. Bisognerà capire adesso come intenderà muoversi il tribunale, fermo restando che la sospensione dei termini di prescrizione dei reati, mette al riparo da qualsiasi problema legato a un eventuale slittamento a settembre della prossima data dell'udienza preliminare.
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