Rigopiano, l’Inail sul caso D’Angelo
FARINDOLA. «Inail comprende il dolore e l’amarezza di Francesco D’Angelo, che un anno fa ha perso il fratello gemello Gabriele nella tragedia dell’hotel di Rigopiano. E anche per Inail Gabriele D’Ange...
FARINDOLA. «Inail comprende il dolore e l’amarezza di Francesco D’Angelo, che un anno fa ha perso il fratello gemello Gabriele nella tragedia dell’hotel di Rigopiano. E anche per Inail Gabriele D’Angelo è una vittima del lavoro. Le condizioni per erogare le prestazioni economiche ai familiari dei lavoratori deceduti non dipendono, però, dal nostro Istituto, ma sono stabilite in maniera tassativa dalla legge». Così Fausta Savone (Inail) interviene sul caso D’Angelo, dopo un articolo pubblicatyo lunedì dal Centro.
«Per garantire ai superstiti i mezzi di sostentamento venuti a mancare in seguito alla morte del lavoratore», riprende Savone, «è previsto che abbiano diritto a una rendita economica il coniuge, fino alla morte o a nuovo matrimonio, ciascun figlio, fino al raggiungimento della maggiore età (per ragioni di studio elevata fino ai 21 anni se i figli sono studenti di scuola media o superiore e non oltre i 26 anni se studenti universitari), e i figli totalmente inabili al lavoro, ai quali la rendita spetta a prescindere dall’età, finché dura l’inabilità». In mancanza di In mancanza di coniuge e figli, può spettare una rendita anche a genitori, altri ascendenti, fratelli e sorelle, ma solo se convivevano con il lavoratore deceduto ed erano a suo carico.

