Rigopiano, la gita-premio per 8 detenuti

Dopo la tragedia ripulirono il sentiero dai tronchi. Il 30 ottobre tornano a vedere il lavoro fatto
FARINDOLA. Il 30 ottobre otto detenuti di Pescara torneranno a Rigopiano. Sono gli otto detenuti che hanno lavorato dopo la tragedia dell’hotel abbattuto dalla valanga lo scorso 18 gennaio - provocando 29 vittime - per ripulire il sentiero che porta alle cascate del Vitello d’Oro. E’ una gita premio per tornare a vedere i frutti del lavoro fatto. «Faranno un pic nic sul sentiero. Sarà per loro un momento importante», dice Federica Chiavaroli, sottosegretario della Giustizia con delega alle carceri. Un momento che arriva quasi tre mesi dopo l’inaugurazione di agosto alla presenza del sottosegretario Chiavaroli, ma anche dell’onorevole Maurizio Lupi, del sindaco di Farindola Ilario Lacchetta e del presidente del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Tommaso Navarra. «Quello che facciamo oggi», aveva commentato in quell’occasione il presidente del gruppo alla Camera dei deputati di Alternativa Popolare, Lupi, «è un segno, non solo per l’Abruzzo ma per tutto il Paese: è possibile ricostruire, è possibile ricominciare». E il segno di questo nuovo inizio l’hanno lasciato proprio gli otto detenuti che da metà giugno a tempo di record hanno ricostruito il suggestivo sentiero. Un impegno che li ha visti arrivare ogni giorno, per cinque giorni a settimana fino al 30 luglio, a bordo di un pulmino tra i boschi di Rigopiano. L’obiettivo, concluso con l’inaugurazione successiva di agosto, era quello di occuparsi del recupero delle risorse naturalistiche, sotto la direzione degli esperti, ma non solo. Gli otto detenuti, durante le settimane di lavoro hanno riaperto sentieri, hanno rimesso a posto le staccionate e preparato il parco a riaccogliere i turisti, e anche gli abitanti della zona, provati dalla tragedia di gennaio. «È una seconda opportunità per tutti: per Farindola, per i suoi sentieri, per i detenuti, addirittura per il legno che sarà rigenerato e utilizzato per le staccionate. Questa iniziativa può essere un esempio di collaborazione istituzionale replicabile soprattutto nel settore della giustizia», aveva commentato la Chiavaroli presentando il progetto solidale per Rigopiano. E così è stato. Per questo, adesso, a fine ottobre, i detenuti che hanno rimesso a nuovo quel fazzoletto di territorio così gravemente segnato dalla tragedia del 18 gennaio, torneranno a vedere i frutti del loro lavoro. Una gita premio, un momento importante, all’insegna dell’impegno e della solidarietà.
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