Giampaolo Matrone, il pasticciere di Monterotondo

Rigopiano, la Provincia di Pescara non liquida i danni a Matrone

Il pasticciere rimasto per 62 ore tra i resti dell'albergo si è rivolto all'assicurazione dell'ente dichiarato responsabile dalla Procura, ma l'ente ha sottoscritto una polizza che non prevede danni da calamità naturale

PESCARA. L'assicurazione della Provincia di Pescara archivia «senza seguito» la posizione di Giampaolo Matrone, 35 anni, di Monterotondo (Roma), superstite della tragedia dell'hotel Rigopiano, travolto e distrutto in Abruzzo da una valanga il 18 gennaio 2017, provocando la morte di 29 persone. Sua moglie, Valentina Cicioni, è morta sotto le macerie, mentre lui, intrappolato per 62 ore tra i resti dell'hotel, ha perso l'uso della mano destra e ha problemi alla gamba sinistra. Il 35enne, pasticciere, si è affidato allo Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini.

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Non appena l'inchiesta della Procura di Pescara ha evidenziato le presunte responsabilità in capo agli enti pubblici preposti, lo Studio 3A li ha contattati tutti, chiedendo le coperture assicurative per «ottenere un congruo risarcimento per il proprio assistito». Per conto della Provincia di Pescara ha comunicato la sua compagnia assicurativa, cioè l'inglese Qbe: «Non potremo dare seguito al caso denunciato in quanto l'evento non trova copertura nella polizza per la Responsabilità Civile verso Terzi sottoscritta (dalla Provincia). L'articolo 7, infatti esclude espressamente i danni derivanti da calamità naturali» scrive la compagnia assicurativa Qbe a Studio 3A. E' l'ennesima beffa subìta da un ente pubblico da Giampaolo Matrone. Lo scorso anno la Asl Lazio ha dichiarato la sua guarigione revocando le sedute di fisioterapia, ma sempre la Asl dichiara Matrone invalido al 100% e bisognoso di accompagnamento.