Rigopiano, ora si decide sull’ultima consulenza

Il giudice Sarandrea pronto a chiedere una terza perizia sull’origine della valanga Ma il sindaco di Farindola invoca l’incidente probatorio, attesa per i riti abbreviati
PESCARA. L’udienza di oggi sul disastro di Rigopiano, dove il 18 gennaio del 2017 persero la vita 29 persone per una valanga che distrusse l’hotel, potrebbe davvero essere lo snodo del complesso procedimento che si tiene davanti al gup Gianluca Sarandrea. Il rinvio di soli 7 giorni voluto dal giudice, dopo alcuni depositi di documenti tra accusa e difesa, dovrebbe essere servito per pianificare il lavoro che si andrà a svolgere alla ripresa delle udienze a settembre: e cioè la scelta dei riti abbreviati o meno da parte dei 30 imputati di questo processo.
Sembra ormai scontata una terza consulenza da parte del giudice per cercare di dirimere le questioni squisitamente tecniche soprattutto sull’origine del disastro e sulla gestione delle emergenze. Ma a riguardo potrebbe trovare spazio la proposta appena accennata dal collegio difensivo del sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, proprio in chiusura dell’ultima udienza del 23 luglio scorso: e cioè sostituire una nuova consulenza, che il gup aveva fatto intendere essere estremamente necessaria visto che le due di accusa e difesa sono diametralmente opposte, con un incidente probatorio. Il giudice, a dire il vero, non è sembrato entusiasta della proposta che i difensori di uno dei principali imputati potrebbero formalizzare proprio questa mattina. Un incidente probatorio, aperto a tutte le parti, e quindi anche alle numerose parti civili, potrebbe consentire un’ampia e approfondita discussione sulla controversa questione tecnica, ma soprattutto potrebbe servire a tutti gli imputati: a quelli che opteranno per il rito abbreviato, ma anche a quelli che decideranno di andare avanti con il rito ordinario.
Se, al contrario, il giudice dovesse decidere per una nuova consulenza affidata ad esperti da lui individuati, quel risultato sarebbe valido soltanto per quegli imputati che decideranno per il rito alternativo. Quindi, come si vede, una decisione che andrà valutata e soppesata attentamente da tutti. È anche logico che, proprio perché la difesa di Lacchetta ha sollecitato una soluzione del genere, le difese che hanno in animo di scegliere il rito abbreviato, vorranno prima conoscere la posizione del giudice a riguardo, poi nel caso formalizzare i riti. Certo, in un modo o nell'altro, cioè sia la consulenza sia l'incidente probatorio, porteranno via del tempo, ma potranno indubbiamente fare maggiore chiarezza sulla essenziale questione tecnica che diventa dirimente per un giudizio finale.
Quanto al possibile elenco di riti abbreviati, questo potrebbe essere piuttosto lungo e comprendere almeno oltre venti dei trenta imputati, che beneficerebbero, in caso di condanna, della riduzione di un terzo della pena.
Intanto proprio questa mattina la società Gran Sasso Resort, imputata come persona giuridica, depositerà la nomina del suo legale di fiducia, l'avvocato Massimo Galasso, che potrà così decidere per un eventuale rito abbreviato anche per la società.
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