Rigopiano, rito abbreviato per 27 E per gli altri 3 s’inizia il 1° ottobre

Su 30 imputati, si procederà alla discussione sul rinvio a giudizio solo per De Vico, Caputi e Gatto E il giudice nominerà i suoi periti sulle cause della valanga e sui mezzi che dovevano pulire la strada
PESCARA. Già dall’udienza del prossimo primo ottobre, dal procedimento di Rigopiano sul disastro dell’hotel e sulla morte di 29 persone, potrebbero arrivare le prime decisioni del giudice per l’udienza preliminare. Ieri mattina si è proceduto alla definizione dei riti abbreviati scelti dalla maggioranza degli imputati, il cui numero è salito a 27 rispetto ai 30 imputati del fascicolo che si trova ora davanti al gup Gianluca Sarandrea.
RITO ORDINARIO PER TRE. A quelli che avevano presentato istanza nella scorsa udienza, ieri si sono aggiunti anche il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, l'imprenditore che ristrutturò l’hotel, Paolo Del Rosso, e il geologo Luciano Sbaraglia. Restano quindi soltanto in tre gli imputati che, al momento, hanno scelto la strada del rito ordinario: l’ex sindaco di Farindola, Antonio De Vico; Pierluigi Caputi, direttore lavori pubblici della Regione; e il tecnico Giuseppe Gatto. E sono proprio le loro posizioni che il giudice, a fine udienza, ha deciso di stralciare per procedere alla discussione sul rinvio a giudizio.
ESPERTI DA NOMINARE. Questo perché, una volta accettata la scelta del rito, il gup, come aveva annunciato e come ha formalizzato ieri, dovrà procedere a una sua perizia nominando degli esperti che dovranno rispondere a precisi quesiti, per dirimere il contrasto esistente ad oggi tra la consulenza depositata dai pubblici ministeri (Anna Benigni e Andrea Papalia) e quella depositata dal collegio difensivo. Due tesi opposte che, quindi, impongono una terza perizia per definire le posizioni dei 27 imputati che hanno scelto di essere giudicati proprio dal Gup, evitando un pubblico dibattimento.
VALANGA E SOCCORSI. Il giudice ha già annunciato, in estrema sintesi, quali saranno i temi sui quali saranno chiamati a esprimersi i suoi esperti. Naturalmente, alla base ci sono le cause che avrebbero provocato la valanga con tutti gli elementi utili per meglio comprendere quel fenomeno che si tradusse in una tragedia: una valanga che si riversò sull’hotel, spazzandolo via e lasciando sotto le macerie le 29 vittime. E naturalmente anche su quanto, e se, incisero le scosse di terremoto che si erano verificate e che avevano creato il panico tra ospiti e lavoratori dell’albergo, bloccati nella struttura da un muro di neve che chiudeva la strada. Ma ha anticipato che chiederà ai periti anche di formulare un quadro chiaro sulla questione dei mezzi utilizzati per mantenere pulita l’unica strada di accesso all’hotel che rimase bloccato dopo l’abbondante nevicata della vigilia del disastro, impedendo la partenza di chi aveva deciso di andare via per le avverse condizioni del tempo, ma soprattutto dopo le scosse di terremoto della mattina del 18 gennaio 2017, giorno della tragedia. Una perizia che naturalmente porterà via alcuni mesi. Ed è questo il motivo dello stralcio che verrà formalizzato la prossima udienza, proprio per evitare che la posizione dei tre che hanno scelto il rito ordinario resti in sospeso fino alla conclusione della perizia che a loro, peraltro, non interessa. Non solo, ma visto che la scelta del rito alternativo può essere fatta fino all’ultimo minuto prima dell’apertura del dibattimento, non è escluso che il primo ottobre possa salire il numero dei riti abbreviati: fortemente indecisa è la difesa di De Vico.
LE PARTI CIVILI. Intanto, ieri mattina, si è registrata la netta opposizione ai riti abbreviati da parte di numerose parti civili che in caso di assoluzione verrebbero tagliati fuori da un possibile ricorso in sede civile. E a proposito di parti civili, ieri ha presentato istanza anche l’Anmil, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro che ha chiesto di potersi inserire, trovando però la pronta opposizione del collegio difensivo. Non quella del giudice che, dopo una breve camera di consiglio, ha deciso di ammetterla. «Anmil», ha detto l’avvocato Massimiliano Gabrielli, «dichiara di costituirsi per apportare e creare un collegamento tra i vari processi che si occupano di morti bianche. Quindi una presenza di questa Associazione in un processo importante come questo crea un collegamento con altri processi che a livello nazionale sta seguendo». Il primo ottobre il giudice Sarandrea procederà quindi alla formalizzazione dell’incarico ai suoi periti e allo stralcio delle tre posizioni per avviare, contestualmente, la discussione sul rinvio a giudizio o meno dei tre imputati che hanno scelto il rito ordinario.

