Rigopiano, sì del Senato ai 10 milioni

Passa l’emendamento per l’aiuto ai familiari delle vittime e ai superstiti della valanga. Tanda: per le spese processuali
PENNE. Dieci milioni di euro per i familiari delle vittime del disastro Rigopiano e dei superstiti che hanno subito lesioni gravi o gravissime. C’è stato il via libera dell’aula del Senato all’emendamento del Governo al decreto Semplificazioni. Ad individuare i soggetti sarà la Presidenza del Consiglio d’intesa con i sindaci dei Comuni di residenza di vittime e superstiti. Si terrà conto soprattutto dell’effettiva necessità delle famiglie nell’attribuzione delle somme. «Apprendiamo dai media la notizia del via libera dell’aula del Senato all’emendamento del decreto che stanzierebbe detta somma come contributo per le spese processuali - e non risarcimento, perché la vita di una persona cara non ha prezzo - a favore dei famigliari delle vittime di Rigopiano», commenta il presidente del comitato vittime di Rigopiano, Gianluca Tanda. «Un passo avanti dopo due anni di lotte e percorsi dolorosi che abbiamo dovuto affrontare in assoluta solitudine. Questa volta», prosegue Tanda, «abbiamo la consapevolezza che lo Stato si è reso partecipe e mostrato finalmente vicino alle nostre esigenze, riconoscendo la gravità dei fatti. Non possiamo che ringraziare chi si è prodigato affinché tutto ciò iniziasse a prendere forma per arrivare alla definitiva approvazione che dovrà seguire il suo corso di legge. Come tutti gli altri familiari delle varie tragedie italiane che hanno usufruito di queste leggi, anche noi avremo dunque la possibilità di iniziare il percorso giudiziario che ci attende con le dovute e giuste risorse. Quest’atto», prosegue Tanda, «nasce da un lungo lavoro del Comitato vittime di Rigopiano che da sempre si batte per la verità e giustizia, ma sopratutto anche grazie a un lavoro condiviso con comitati nazionali di altre tragedie italiane, a cui va tutta la nostra gratitudine per averci consigliato e guidato per mano, fino ad arrivare a proporre anche noi un disegno di legge. Il lavoro di gruppo con loro continuerà per il bene comune, affinché mai più altre famiglie si aggiungano alla triste lista di comitati. Se ciò dovesse avverarsi, vorrà dire che la strada giusta, ovvero quella della prevenzione e sicurezza in tema di stragi nel nostro Paese, sarà finalmente segnata».
Commenta Riccardo Di Carlo, che a Rigopiano ha perso la madre Nadia e il papà Sebastiano, di Loreto, ma ha potuto riabbracciare insieme a suo fratello Piergiovanni il fratello più piccolo Edoardo: «Lo Stato per due anni è stato assente. Questo è un primo piccolo passo verso un percorso ancora molto lungo. Credo che politica e giustizia siano due strade separate e che questa tragedia non vada strumentalizzata. Dopo quello che ci è stato tolto», va avanti Riccardo Di Carlo, «penso che sia un atto dovuto lo stanziamento di risorse. Sono felice, però, che i rappresentanti dello Stato si siano avvicinati in occasione della commemorazione. Spero che ci saranno sempre, anno dopo anno fino alla fine del processo».
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