Rilanciare l’economia ecco i soldi: 27 milioni

30 Ottobre 2020

La Regione stanzia gli aiuti per sostenere tutti i settori in crisi

PESCARA. C’è la copertura finanziaria degli aiuti economici inseriti nel Cura Abruzzo. La giunta regionale ha stanziato 27 milioni di euro per la copertura dei provvedimenti previsti dalle leggi regionali 9 e 10, cosiddette Cura Abruzzo. Attraverso la riprogrammazione dei fondi, la Regione interverrà con altri sei milioni di euro a favore delle imprese per il rilancio dell’economia regionale.
Aiuti in arrivo, dunque, per lavoratori autonomi, titolari di partita Iva, bed and breakfast e diversi altri settori colpiti dalla crisi economica per l’emergenza Covid. Ci sono, inoltre, i sostegni per gli affitti degli studenti universitari e altre misure che sono ancora in attesa di ristoro per un ammontare complessivo di 27 milioni.
«Abbiamo mantenuto la promessa di essere di supporto agli abruzzesi attraverso una delibera importante che dispone la copertura di tutti i finanziamenti per le misure anti Covid, predisposte con le leggi Cura Abruzzo 1 e 2», spiega, soddisfatto, il presidente della Regione Marco Marsilio. «Una parte di quelle misure non erano state attivate in attesa che la riprogrammazione dei fondi li rendesse disponibili, una procedura complessa che coinvolge ministeri competenti e Unione Europea». «Si tratta della prima di una serie di delibere», aggiunge il governatore Marsilio, «che permettono di svincolare tutti quei fondi che consentono, oltre che il finanziamento delle misure già previste, anche il rifinanziamento di quelle che hanno avuto una risposta oltre le previsioni, come ad esempio il bando per il fondo perduto. Con questa manovra», conclude con un velo di polemica, «abbiamo smentito con i fatti quanti sostenevano che le leggi Cura Abruzzo non avessero la necessaria copertura».
Sul provvedimento, infatti, si erano sollevate le polemiche dell’opposizione, soprattutto del Pd, che aveva parlato di «pasticci privi di reali coperture finanziarie».
CURA ABRUZZO 2. Si tratta di una manovra da oltre 60 milioni di euro. Si parte dai 40 milioni a fondo perduto per le imprese di tutti i settori economici, ai titolari di partita Iva e a coloro che hanno un reddito agrario. Per quanto riguarda le imprese, il contributo spetta a quanti, nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore della legge, hanno avuto un ricavo non superiore a 1 milione di euro. Il ricavo per gli esercenti di attività di lavoro autonomo non deve superare i 120mila euro. Il contributo spetta anche ai bed and breakfast. Non spetta ai soggetti la cui attività risulti cessata alla data del 31 marzo 2020. Il contributo è determinato calcolandolo sull’ammontare dei ricavi o dei compensi di aprile 2019: 15% per le imprese o gli autonomi con ricavi o compensi fino a 120mila euro; 7,5% da 120.001 a 400mila euro; 5,5% da 400.001 a 1 milione. Non è comunque inferiore a 750 euro per i lavoratori autonomi e 1.000 euro per le imprese. Un contributo per sostenere le spese per gli affitti va ai titolari di esercizi turistici, commerciali, artigianali, industriali e agli autonomi titolari di partita Iva che hanno sospeso il lavoro da marzo ad aprile. Il contributo massimo è di 3mila euro. A quanti non sono titolari di un contratto di locazione vanno 1.000 euro.
Agli studenti abruzzesi fuori sede, che hanno stipulato un contratto d’affitto nella città dell’università frequentata, è riconosciuto un contributo a fondo perduto massimo di mille euro per sostenere le spese di locazione del periodo marzo-aprile e maggio 2020. Un milione va al Fondo di solidarietà per i Comuni abruzzesi che hanno dovuto sostenere maggiori spese per l’acquisto di beni e servizi e per lo straordinario dei dipendenti. Tre milioni alle associazioni sportive dilettantistiche e alle associazioni culturali che hanno subìto un danno.
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