Avezzano

Rimase sterile dopo un intervento: Asl condannata a pagare 1 milione di danni

30 Gennaio 2026

La Corte d’Appello ha riconosciuto la colpevolezza dell’azienda sanitaria che ora dovrà risarcire la vittima. Pagamento riconosciuto anche al coniuge

AVEZZANO. Quasi 1 milione di euro di danni riconosciuti dalla Corte d’Appello dell’Aquila a un’avvocatessa marsicana e a suo marito. La donna fu resa sterile da un intervento chirurgico a cui si sottopose a dicembre del 2015. La sentenza– pronunciata dai giudici Francesco Filocamo, Alberto Iachini Bellisarii e Silvia Rita Fabrizio – ribadisce le responsabilità mediche del personale sanitario che ebbe in cura la donna, già accertate in primo grado dal tribunale di Avezzano, ma rideterminandone l’importo del risarcimento, inizialmente fissato a 255mila euro. L’Asl è infatti stata condannata al pagamento di 644.150 euro – che con gli interessi e la rivalutazione monetaria supera gli 800mila euro – in riconoscimento del danno non patrimoniale. In aggiunta, accolta la richiesta del legale della donna, l’avvocato Berardino Terra, rispetto al risarcimento dei danni subiti dal coniuge, che subisce in prima persona le conseguenze dell’errore medico, vedendosi privato della possibilità di diventare padre. Per questo dovrà essere risarcito per 80.421 euro, esclusi interessi e rivalutazione monetaria. In sede di primo grado, il giudice riconobbe la responsabilità dell’azienda sanitaria per le conseguenze prodotte dalla lesione accidentale all’uretere destro, diagnosticata, stando alla consulenza del tribunale, tardivamente e riparata solo in parte nel corso di interventi successivi. Addirittura quattro. All’avvocatessa fu quindi diagnosticata l’impossibilità ad avere figli e riconosciuta un’invalidità del 50 per cento. «Abbiamo deciso di ricorrere in appello nonostante il provvedimento giudiziale espresso in primo grado perché il risarcimento riconosciuto non era congruo rispetto al valore del danno subìto dalla mia cliente», ha spiegato l’avvocato Berardino Terra. «Vale a dire la violazione del diritto a diventare madre. In quanto difensore della richiedente giustizia per l’evento di mal practice subita, mi ritengo soddisfatto della pronuncia della Corte d’Appello che, in parziale riforma della sentenza del tribunale di Avezzano, ha aumentato l’entità del risarcimento per i danni subiti a seguito di errori professionali accertati. Ben considerando e valutando i motivi di appello, la Corte ha definito nel merito il giusto risarcimento, attesa la violazione del diritto a procreare per la coppia, oltreché il danno alla salute direttamente riportato dalla giovane donna», ha concluso il legale.