Rimosso il distributore, sottoterra c’è la piazzaforte

24 Maggio 2019

Piazza Unione: Pescaratutela e Italia Nostra chiedono a Comune e Soprintendenza di far tornare alla luce gli storici resti

PESCARA. Là, dove un tempo c’era un distributore di benzina, oggi ci sono le ruspe che hanno raso al suolo il casotto della pompa, in disuso da anni all’angolo tra via Marconi e via del Porto.
Ma sotto quella montagna di detriti e cemento, nelle viscere della terra che conduce al fiume, ci sono i resti della cinquecentesca piazzaforte di Pescara, realizzata dagli spagnoli come sistema difensivo, all’epoca piuttosto all’avanguardia.
È quanto sostengono “Pescaratutela”, laboratorio provinciale di storia locale diretto da Licio Di Biase e Italia Nostra, sezione di Pescara presieduta da Massimo Palladini, che plaudono allo smantellamento della ex stazione dei carburanti e sollecitano la futura amministrazione ad avviare il recupero culturale dell’area di fronte a piazza Unione e a ridosso del ponte Risorgimento.
Da tempo, Di Biase lancia appelli al recupero dei sito archeologico di grandissimo valore storico che si candida a diventare volano per il turismo locale.
Lo storico pescarese è convinto che «sotto tale sito possa esserci l’ultimo sotterraneo della piazzaforte ancora recuperabile». Di Biase conserva gelosamente le foto scattate nel 1973 dallo zio, l’artista scomparso di recente Luigi Baldacci, che immortalò «i sotterranei del Bastione di Sant’Antonio collocato dietro al centro Nazareth», quindi dalla parte opposta rispetto a quelli che potrebbero essere rinvenuti sotto a piazza Unione, «poi sepolti sotto la nuova ferrovia. Altri sotterranei dei vari bastioni sono stati, nel corso degli anni, inseriti nel processo di urbanizzazione della città e gli spazi sotterranei utilizzati per vari servizi, come ad esempio il parcheggio interrato della palazzina Enel». Ora Di Biase spera nella sensibilità dei nuovi amministratori e coltiva «la speranza» di riuscire a «toccare con mano un pezzo della piazzaforte di Pescara realizzata dagli spagnoli nella seconda metà del ’500 e abbattuta a fine ’800», convinto com’è che i serbatoi del carburante siano sprofondati fino ad occupare «parte del sotterraneo del bastione San Cristoforo o Bandiera, simile a quello fotografato da Baldacci».
Italia Nostra «da tempo sollecita la rimozione del distributore di benzina», la cui area «coincide con il sedime del bastione San Cristoforo dell’antica fortezza pescarese». Pertanto, l’associazione diretta da Palladini, auspica che gli enti preposti, Comune, Soprintendenza, «indaghino per testimoniare la presenza» dell’antico agglomerato difensivo. «Sappiamo», scrive Palladini in una nota, «che sono previsti dei sondaggi della Soprintendenza e auspichiamo che l’area sia recuperata alla pubblica fruizione con una sistemazione a belvedere e giardino» sul fiume e sul mare. Al tempo stesso considerando «la valorizzazione dei ritrovamenti storici». Un «recupero», conclude Palladini, «che si iscrive nella serie di interventi di valorizzazione della Città Storica» voluta da Italia Nostra. (c.co.)