Rimpasto, ultimatum scaduto Il sindaco: «La soluzione è vicina»

MONTESILVANO. Fumata nera anche questa settimana a Palazzo di città, dove il tanto atteso e chiacchierato rimpasto di giunta tarda ad arrivare. Chi si aspettava che il sindaco Ottavio De Martinis...
MONTESILVANO. Fumata nera anche questa settimana a Palazzo di città, dove il tanto atteso e chiacchierato rimpasto di giunta tarda ad arrivare. Chi si aspettava che il sindaco Ottavio De Martinis avrebbe rispettato i termini dell’ultimatum lanciato da Fratelli d’Italia per l’annuncio del nuovo esecutivo – fissato al 15 settembre – è rimasto deluso dal momento che la quadra non sembra essere stata ancora trovata. Eppure di incontri tra le forze politiche della maggioranza in consiglio comunale – Lega, FdI e Montesilvano in Comune – ce ne sono stati diversi, anche a livello provinciale. Ma non sono stati per ora sufficienti a mettere d’accordo il primo cittadino e tutti i componenti della sua coalizione che, negli ultimi mesi, ha cambiato assetto, vedendo crescere in maniera esponenziale i consiglieri del partito della Meloni, passati da 2 a 7, e diminuire quelli della Lega, da 7 a 4. Una delle uniche certezze, finora, sembra essere l’ingresso di Valentina Di Felice (FdI), la consigliera eletta in quota Lega ed ex ribelle di SiAmo Montesilvano, da oltre un anno “corteggiata” dal sindaco De Martinis per entrare a far parte dell’esecutivo.
A questo si affianca il possibile passaggio di testimone tra l’assessore Paolo Di Blasio e il compagno di partito Francesco Di Pasquale, anche loro esponenti di Fratelli d’Italia. Per il resto, però, il quadro sembra ancora molto incerto.
Per il momento sembrano essere due i punti, legati tra loro a doppio filo, attorno a cui ruota tutta la discussione.
Il primo è quello della questione di genere: se, infatti, sembra essere ormai certo il numero degli assessori di Fratelli d’Italia che a breve siederanno in giunta (pari a tre), resterebbe ancora da risolvere il problema legato al fatto che il partito vorrebbe due uomini e una donna, mentre il sindaco preferirebbe concedere due donne e un uomo. Ed è proprio da qui che nascerebbe il secondo problema: se il sindaco concedesse uno scranno al secondo uomo (dopo quello già occupato da Paolo Di Blasio), sottraendolo alla Lega, sarebbe chiaramente costretto a rinunciare all’assessore all’urbanistica Anthony Aliano. Una figura di peso nella giunta De Martinis alla quale il primo cittadino non sembra essere intenzionato a dire addio.
Un’alternativa possibile potrebbe essere sparigliare ulteriormente le carte e chiedere a Montesilvano in Comune di sostituire uno dei suoi due assessori (Paolo Cilli e Alessandro Pompei) con una donna. In quel caso, a rischiare la poltrona potrebbero essere anche Deborah Comardi o Barbara Di Giovanni. Il sindaco, tuttavia, non sembra affatto preoccupato, anche se preferisce mantenere il massimo riserbo sui suoi piani.
«Ci siamo incontrati più volte con i partiti della maggioranza in tavoli in cui, tra gli altri argomenti, come le elezioni che si avvicinano, si è parlato ovviamente anche di Montesilvano. Ma finora non siamo ancora arrivati a una soluzione. Io, come ho sempre detto, sono disponibile al rimpasto e ho già una mia idea in testa, ma ne parlerò nelle sedi giuste, condividendola con i partiti e sperando di arrivare presto a una soluzione che possa soddisfare tutte le parti in causa». Intanto, tra un paio di settimane dovrebbe esserci in aula la discussione sull'assestamento di bilancio. (a.l.)
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