Riparato il canale Enel di Alanno: domenica torna l’acqua nei campi

25 Settembre 2020

Il commissario del Consorzio di bonifica centro rassicura i coltivatori dopo la sospensione del servizio «L’ente provvederà ad annullare le cartelle pazze. Chi riceve le bollette sbagliate, non dovrà pagare»

ALANNO. Progetti per evitare disservizi, ammodernamento della rete, cartelle pazze da annullare, dialogo con i sindaci: sono le linee guida impresse al Consorzio di bonifica Centro da Paolo Costanzi, 57enne dirigente regionale originario di Prata d’Ansidonia, che da marzo è il commissario dell’ente. L’ultima grana in ordine di tempo è stata la sospensione del servizio irriguo in una vasta area della provincia, a causa di lavori dell’Enel su un canale nella zona di Alanno.
Costanzi, quest’ultimo problema è stato risolto?
«L’Enel mi ha comunicato che la riparazione è stata eseguita e che domenica torna l’acqua in questo canalone imponente costruito tra il 1910 e il 1920, con quattro salti a Bussi, Torre de’ Passeri, Alanno e Dragonara che creano energia elettrica».
Che tipo di lavori sono stati fatti?
«Non eccessivamente complessi: si è trattato di coibentare parte della condotta per evitare le infiltrazioni che davano vita a un rigagnolo che andava verso le case».
Scongiurato quindi il pericolo di una grossa rottura e di interventi lunghi.
«Stavolta sì. Ma serve programmazione. Ad esempio, sull’altro versante della stessa collina, c’è un movimento del terreno che può diventare preoccupante: in caso di frana servirebbero tre o quattro mesi di interventi».
Cosa bisogna fare per evitare tali rischi?
«Uno dei miei obiettivi è lasciare una serie di progetti, in parte già avviati, per creare interconnessione tra i vari canali del nostro consorzio o dei diversi consorzi abruzzesi. Se c’è un danno strutturale da una parte, si attinge dall’altro e nessuno resta senz’acqua».
Un po’ quello che si sarebbe potuto fare adesso per la zona vestina?
«Esattamente. Lì siamo stati costretti a chiudere la diga di Penne perché l’acqua era arrivata alla soglia del minimo vitale, sotto la quale non si può scendere. Per fortuna sta ricominciando a piovere, ma con l’interconnessione si eviterebbero sia emergenze per danni strutturali sia per la siccità. Tra l’altro, in questo caso specifico si potrebbe fare anche altro».
Cioè?
«Penso all’esterramento dei detriti: se rimuoviamo dieci metri di detriti che bloccano l’acqua, abbiamo dieci metri di acqua in più. E qui a Penne sono almeno trent’anni che non si fa l’esterramento».
Servono più canali o canali migliori?
«È fondamentale ammodernare piuttosto che estendere la rete. Oggi abbiamo troppe condotte obsolete degli anni ’50 e ’60, che si rompono spesso».
Altre idee in cantiere?
«Puntare sulle nuove tecnologie. C’è un progetto che aspetta il via libera dal ministero per consentire ai consorziati, tramite una scheda magnetica, di pagare l’acqua al consumo e non a forfait. Si eviterebbero anche usi impropri e si pagherebbe ciò che effettivamente si consuma. Il futuro dev’essere questo».
Molti sindaci si sono lamentati dell’applicazione del Piano di classifica.
«E hanno fatto bene! Non era obbligatorio approvare quel Piano, redatto nel 2018 e approvato nel 2019, col loro consenso, ma sarebbe stato opportuno coinvolgerli. Infatti ho convocato i Comuni per illustrarglielo».
Dai consorziati invece arrivano lamentele per le solite “cartelle pazze”.
«Si tratta di importi richiesti per terreni non serviti dalla rete irrigua. Ma abbiamo chiarito che chi è lontano dalla rete e riceve la cartella, non deve pagare: va inviata la documentazione al consorzio, che fa la verifica ed eventualmente scala l’importo dal dovuto».
Quando finirà il commissariamento?
«Il nuovo statuto dei consorzi è stato approvato dalla giunta regionale ed è in commissione Agricoltura. Una volta varato definitivamente, con i tempi tecnici dell’indizione delle elezioni, e salvo ricorsi, i consorziati voteranno: verosimilmente tra febbraio e marzo».
Il suo è l’unico consorzio abruzzese a gestire anche dei depuratori.
«Tre per l’esattezza. Negli altri ambiti infatti sono affidati tutti all’ente che gestisce il ciclo idrico integrato, che nel nostro territorio è l’Aca. La depurazione genera anche introiti, e grazie a quelli dei depuratori il Consorzio Centro ha tenuto i prezzi più bassi rispetto al resto d’Abruzzo».
È soddisfatto del lavoro svolto?
«Se quest’anno il mare è pulito, evidentemente hanno funzionato bene i depuratori. Penso sia un segno che abbiamo lavorato bene».