Riparte il processo sulla discarica dei veleni di Bussi

18 Settembre 2014

Da domani si torna in aula in Corte d’Assise a Chieti prima il calendario delle udienze e poi la requisitoria bis

PESCARA. Dopo cinque mesi di stop riparte domani il processo sulle mega-discarica dei veleni di Bussi in Corte d’Assise a Chieti: l’udienza, fissata alle 9.30, servirà per ricalendarizzare le udienze di un processo che, prima al tribunale di Pescara e poi in Corte d’Assise a Chieti, ha subìto un iter tortuoso che porterà i pm Anna Rita Mantini e Giuseppe Bellelli a ripetere la requisitoria.

Il primo atto d’accusa risale al 3 aprile quando il pm Bellelli aveva preso la parola celebrando la natura e il valore dell’acqua ma la requisitoria, che si sarebbe dovuta concludere con la richiesta di condanna per i 19 ex vertici e amministratori della Montedison, era stata interrotta da due colpi a sorpresa delle difese degli imputati: prima la richiesta di ricusazione del presidente della Corte d’Assise di Chieti Geremia Spiniello, richiesta accolta perché Spiniello è stato sostituito da Camillo Romandini, e poi la richiesta degli stessi legali di trasferire il processo.

E’ stato questo secondo ricorso in Cassazione a imprimere un stop più lungo al processo fin quando i giudici della corte suprema non hanno deciso di lasciare il procedimento a Chieti non accogliendo il ricorso degli avvocati della Montedison che avevano chiesto di spostare il processo «in una sede dove i soggetti giudicanti non siano già riconosciuti essere stati “contaminati”, esposti a pericoli per la loro salute». La Cassazione ha però respinto il ricorso fissando, così, la nuova udienza.

Riprenderà, quindi, domani il processo su una delle pagine ambientali più dolorose per il Pescarese, quello iniziato con il sequestro della Forestale della mega-discarica nel marzo 2007 e che ha fatto finire sul banco degli imputati tanti ex amministratori della Montedison accusati di aver avvelenato le acque.

Durante l’udienza, che inizierà alle 9.30, il presidente del collegio stabilirà il calendario da seguire che dovrebbe avere tempi abbastanza stretti per arrivare a una sentenza entro la fine dell’anno. Intanto, però, i due pm titolari dell’inchiesta dovranno ricominciare la requisitoria.

Nell’ordinanza in cui la Corte d’Appello aveva accolto l’istanza di ricusazione del presidente della Corte d’Assise Spiniello, i giudici avevano infatti deciso di salvare tutti gli atti compiuti fino al 28 marzo 2014, lasciando fuori la prima parte della requisitoria durata già diverse ore e che, quindi, sarà ripetuta.

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