Ripartono edilizia, locali e sport: ora le imprese tornano a crescere

6 Novembre 2021

I dati fotografano bene il rilancio dopo un 2020 ricco di difficoltà: sono state aperte 571 imprese Confesercenti: si rialza anche il settore della comunicazione. Confcommercio: un piano per il futuro

PESCARA. Tornano a crescere le nuove imprese della provincia di Pescara. Il 2021 ha riportato il segno più al fianco del numero delle aperture di nuove attività imprenditoriali, dopo un 2020 che si era chiuso con una riduzione degli investimenti. Un fenomeno che per la prima volta aveva visto terminare l’anno con un saldo negativo, per via delle chiusure in numero maggiore rispetto alle aperture. Ora lo scenario si capovolge e riconsegna un quadro più ottimistico.
Secondo i dati della Camera di Commercio di Chieti Pescara, nel secondo trimestre 2021, vale a dire il periodo aprile-giugno, si sono registrate 1.155 nuove imprese. Sono state 533 invece le cessazioni, con un saldo positivo di 622 unità. In particolare nella sola Pescara si contano 571 nuove iscrizioni, 262 cessazioni con un saldo positivo di 309. Il trimestre quindi si è chiuso nelle due province con una crescita del numero delle imprese pari al più 0,8%; nello specifico l’aumento per Pescara è stato dello 0,7%. Rispetto al secondo trimestre del 2020, le imprese iscritte al registro camerale di Pescara sono cresciute dello 0,3%. In totale le aziende registrate nel primo semestre del 2021 (al 30 giugno) sono state 37.617 (il 25,2% delle aziende regionali). Si torna così ai dati del 2019, quando erano state circa 37.600 attività, numero che nel 2020 era sceso a 37.399. Le nuove iscrizioni nel 2019 erano state 2.355, mentre le cessazioni 2.187, con un saldo positivo per le aperture di 168. Lo scenario era cambiato nel 2020 con le chiusure che si erano attestate su 2.047 e le nuove iscrizioni crollate a 1.840. Il saldo per la prima volta era stato negativo con 207 chiusure in più rispetto alle nuove aperture. Per quanto riguarda le imprese attive, cioè quelle che hanno svolto un’effettiva attività produttiva per almeno sei mesi nel corso dell’anno, nel 2021 sono 31.560, con un aumento dello 0,5% rispetto al 2020. A giugno 2020, infatti, erano state 31.409.
Nella provincia di Pescara è evidente una maggiore componente commerciale con 10.511 delle 19.769 attività commerciali complessivamente iscritte nel registro camerale, dunque anche Chieti. Rispetto al secondo trimestre 2020, a Pescara crescono soprattutto le attività professionali, scientifiche e tecniche (1.511, più 3,3%), le attività immobiliari (1.118, più 4%), le imprese che offrono servizi di informazione e comunicazione (857, più 4,5%); le attività artistiche, sportive e di intrattenimento (658, più 4,4%); in riduzione, invece, il numero delle imprese di trasporto (905, meno 2,3%) e del settore manifatturiero (3.008, meno 1,9%). Più o meno stabile il settore di alloggio e ristorazione con 2.772 e il più 0.8 per cento.
«È evidente il segnale positivo di ripartenza», commenta Gianni Taucci, direttore di Confesercenti di Pescara. «Anche i settori di maggiore incremento la dicono lunga. Innanzitutto il mercato del mattone sta ripartendo, perché in questo momento c’è una convenienza sull’acquisto. Per quanto riguarda la comunicazione, le imprese stanno comprendendo che è un comparto importante per lo sviluppo delle proprie attività. Oggi il settore del commercio in senso stretto può essere considerato saturo per la partenza di nuove imprese, ma c’è un crescente bisogno di servizi di assistenza e quindi è naturale che le attività professionali e tecniche siano in espansione».
«Lo scenario che emerge da questi dati», evidenzia il presidente di Confcommercio Riccardo Padovano, «è sicuramente molto positivo. C’è però un aspetto da considerare: in questi due anni di pandemia abbiamo avuto il blocco dei mutui, ciò significa che la capacità di spesa e di investimento è stata più ampia. Insieme a Unioncamere bisogna cominciare subito a discutere sul futuro, perché dal primo gennaio 2022 saranno necessarie altre misure per conservare questo spirito di investimento, sia da un punto di vista economico che psicologico».