Ripulita la lapide per le vittime di Marcinelle

Manoppello, una cittadina ripristina gratis le scritte rovinate: «Un lavoro delicato e di precisione»
MANOPPELLO. Dopo gli appelli, la lapide posta nel 1958 dai sindacati unitari in piazza Marcinelle a Manoppello, a ricordo delle vittime della tragedia mineraria di Bois du Cazier del 6 agosto 1956, ha riacquistato la sua antica dignità. Su decisione del sindaco Giorgio De Luca, è stato affidato alla decoratrice Claudia Di Matteo, che si era offerta gratuitamente, il compito di ripristinare con una speciale vernice nera le lettere che compongono le frasi struggenti tratte da un discorso che pronunciò l’onorevole Umberto Terracini alla Camera subito dopo la tragedia. Una delle sciagure in miniera più gravi del secolo scorso che si portò via la giovane vita di 262 minatori, di cui 23 manoppellesi. Claudia, coadiuvata dai preziosi consigli del padre Giovanni, esperto in materia, ha dovuto trovare una vernice adatta poiché il marmo si presenta poroso per non essere stato sottoposto ad una opportuna levigatura necessaria per le intemperie. «Si è trattato di un lavoro delicato perché ha richiesto assoluta precisione con il pennello. Una piccola fuoriuscita del colore dalle insenature dagli scavi delle lettere», spiega Di Matteo, «avrebbe comportato di macchiare irrimediabilmente la lapide». Soddisfatti i cittadini che aspettavano che si restituisse l’onore ai martiri di Marcinelle. Nonostante siano trascorsi 65 anni, la sciagura del Bois du Cazier evoca temi di estrema attualità: disoccupazione, emigrazione e sicurezza nei luoghi di lavoro. Ancora oggi molto alta è la disoccupazione, specialmente quella giovanile, in tanti sono costretti a emigrare per trovare una giusta occupazione e ancora troppo alto è il numero di chi muore nei luoghi di lavoro.
Per sistemare l’area della lapide ora ci si attende la pulizia della piccola zona sotto i Portici dove è stato posto il carrello che trasportava il carbone alla miniera di Marcinelle. (w.te.)

