Riserva, arriva l’esperto: «Da abbattere 190 alberi»

19 Agosto 2021

Ieri il sopralluogo dell’agronomo Rabottini, incaricato dal Comune, con il sindaco Dopo i roghi eliminate già 58 piante. Alessandrini (M5S): «I tagli? scelta prematura» 

PESCARA. Sono 190 gli alberi da abbattere nella Riserva dannunziana, divorati dai roghi del primo agosto. Di questi, 58 sono stati già buttati giù; 220 sono le piante da potare, complessivamente 414 quelle monitorate, con il 47% degli alberi che scompariranno.
Sono i numeri resi noti da Carlo Massimo Rabottini, agronomo e fitopatologo incaricato dal Comune per valutare la stabilità delle piante bruciate nella pineta ex D’Avalos. Rabottini ha accompagnato il sindaco Carlo Masci nel quotidiano, dal 1° agosto, sopralluogo nell’area violata dal fuoco, a cui partecipato anche Mario Caudullo, agronomo comunale.
«Oggi ho fatto l'ennesimo sopralluogo in pineta», ha scritto Masci sui social, «con Caudullo e Rabottini, uno dei massimi esperti in materia, con una specializzazione sulla valutazione delle piante a rischio e un'esperienza di circa 20 anni misurata in numerose zone devastate da incendi, anche fuori dell'Italia». È incaricato «di verificare lo stato delle piante aggredite dal fuoco e il loro grado di compromissione vegetativa. L'incarico che gli è stato dato è di effettuare una verifica conservativa per salvaguardare il maggior numero di piante, con i macchinari e le tecniche più all'avanguardia. Da un primo esame risulta che diverse piante colpite dal fuoco, e oggi in convalescenza, potranno essere salvate, noi cercheremo di farne tornare a nuova vita il più possibile. Per ora abbiamo tagliato quelle considerate irrecuperabili, che rischiavano di cadere sulla strada. Su altre ragioneremo. È mia convinzione», conclude il sindaco, «che la pineta rinascerà più bella di prima». Il provvedimento ha scatenato le proteste di Erika Alessandrini, capogruppo del M5S, secondo la quale «l’abbattimento di centinaia di alberi rappresenta una scelta prematura e affrettata. Il pino d’aleppo ha una straordinaria capacità di reazione al calore, bisogna dare il tempo alla natura di fare il proprio corso». «Prudenza» è il suggerimento di Alessandrini, «prima di tagliare alberi monumentali».