«Risorse per risarcire le perdite»

12 Febbraio 2017

Gli allevatori pronti a manifestare a Roma: i danni che subiamo sono incalcolabili

ROMA. Il fronte degli allevatori è pronto alla mobilitazione. Un comitato che nasce in Maremma - terra di “butteri” i cowboy in salsa grossetana - ma guarda alla Tuscia, alla Valdarno e ai colli senesi è pronto a manifestare il 23 febbraio sotto la Conferenza Stato-Regioni a Roma. In quello che sarà il prossimo “giorno del lupo”, dopo il rinvio della discussione del piano lo scorso primo febbraio.

A Magliano, un comune maremmano che non conta neanche 4mila anime, esiste un assessorato alle predazioni. La titolare è Mirella Pastorelli, una delle anime del comitato, che ha le idee abbastanza chiare in merito al piano lupo. «Chiederemo fermamente - spiega - che i lupi e gli ibridi siano catturati e portati via dal territorio della Maremma perché lupo e pecora insieme non possono convivere». Giudica tutto sommato buono il progetto presentato dal dicastero dell’Ambiente, soprattutto per «la fermezza del ministro di fronte alle proteste degli animalisti». Però non la convincono le misure di prevenzione perché «fa male vedere le pecore chiuse nei recinti come in prigione, che non potranno più vivere libere come è nelle loro abitudini. I prodotti perderanno di qualità». Franco Mattei di Scansano fa l’allevatore perché era il mestiere del padre e del nonno. «Loro - ci confida - non mi hanno mai raccontato di problemi legati ai lupi, perché all’epoca non c’erano. Io sono fortunato, perché negli ultimi anni ho avuto solo sette o otto attacchi. Ma i colleghi vicini al Monte Amiata». Mattei in questi anni ha perso una trentina di capi, ma c’è anche chi ne ha persi cinquanta con un solo attacco e chi ha subito quattro predazioni in due mesi. «Ma non ci sono solo i danni diretti, che si possono quantificare intorno ai 150-200 euro a capo, ma anche quelli indiretti: il latte che quell’animale avrebbe potuto dare, lo spavento che blocca la produzioni degli altri, gli aborti degli agnellini. Il danno vero è incalcolabile».

Tullio Marcelli, che rappresenta gli allevatori di Coldiretti Toscana, condivide le linee di fondo del piano del ministero. «Da un lato - spiega - cerca di salvare la specie di lupo, dall’altro aiuta gli allevatori che non vogliono più i danni, ma solo fare il loro lavoro già reso difficile dalla crisi». Il piano, secondo Marcelli, permetterebbe di risarcire tutti i danni «con un’interpretazione anche quelli indiretti. Attualmente non ci sono risorse per i risarcimenti. Pensate che in Toscana ci sono stati 800 attacchi denunciati nell’ultimo anno».

(and. scut.)

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