«Rispettare il voto e Mattarella»

31 Maggio 2018

Il monito dalla Santa Sede: «Uno scenario sempre più confuso, serve una tregua» 

ROMA. Una tregua per il bene del Paese: la Conferenza Episcopale Italiana ha lanciato, dalla prima pagina del suo quotidiano, un vero e proprio appello alla «concordia» e al «dialogo», e ha chiesto, ancora una volta, di mettere in primo piano il bene del Paese. Sulla crisi italiana torna a parlare anche il giornale della Santa Sede: «È tutt'altro che risolta e lo scenario appare sempre più confuso», scrive l'Osservatore Romano che stigmatizza anche la vicenda dell'eurocommissario Gunther Oettinger. «In un momento come questo - commenta il giornale d'Oltretevere - l'ultima cosa che le istituzioni dell'Ue devono mostrare verso i cittadini europei è quella sprezzante distanza di cui sono spesso accusate». Un nuovo intervento dunque della Chiesa italiana in questa fase difficile della politica. «Mai come in questi giorni c'è assoluto bisogno - ha sottolineato il Presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, nell'appello pubblicato sulla prima pagina di Avvenire - di rispettare la volontà popolare, che si è espressa liberamente il 4 marzo, e tutte le istituzioni civili che rappresentano l'architrave insostituibile della nostra democrazia e della nostra libertà: dalla più elevata, il Capo dello Stato, alla più rappresentativa, il Parlamento». Per Bassetti «in questo momento difficile servono, dunque, parole di concordia e di dialogo per abbattere i muri di inimicizia e per superare lo spirito di divisione che sembra diffondersi nel Paese. Noi tutti rivestiti di responsabilità abbiamo il compito, per primi, di pacificare gli animi e di dare dei segnali concreti di speranza attraverso un linguaggio sobrio e consapevole. E oggi, tutti assieme, con carità e con senso del dovere, possiamo scrivere la prima pagina, forse la più importante». Per il presidente Cei «di fronte alla crisi sociale e politica in cui è precipitata la nostra diletta Italia ogni persona di buona volontà ha il dovere di rinnovare il proprio impegno, ciascuno nel suo ruolo, per il bene supremo del Paese. Mai come oggi c'è un urgente bisogno di uomini e donne che sappiano usare un linguaggio di verità, parlando con franchezza, senza nascondere le difficoltà, senza fare promesse irrealizzabili ma indicando una strada e una meta. Questo è il tempo grave della responsabilità e non certo - conclude Bassetti - dello scontro istituzionale, politico e sociale».