«Rispetto e verità Basta lucrare sul nostro dolore»

7 Aprile 2017

Il Comitato parenti delle vittime contesta l’ultima iniziativa delle vacanze gratis ai soccorritori: vogliamo solo risposte

PESCARA. Basta beneficenza, basta vacanze premio, basta raccolta fondi. A quasi tre mesi dalla tragedia dell’hotel Rigopiano i familiari delle 29 vittime della valanga chiedono a tutti di fare un passo indietro mettendo al bando retorica e falso pietismo. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, come spiega a nome degli altri Gianluca Tanda, presidente del Comitato parenti delle vittime di Rigopiano, è stata l’iniziativa della Fondazione per la Tutela delle isole Eolie che di recente ha promosso il progetto per cui le squadre di soccorso e i dipendenti dell’hotel Rigopiano sopravvissuti alla tragedia potranno soggiornare gratuitamente alle Eolie per una settimana nei periodi di bassa stagione. I dipendenti sono già partiti, poi toccherà alle squadre del Soccorso alpino e della Protezione civile insieme ai familiari delle vittime dell’elicottero del 118 precipitato anche in quei maledetti giorni di gennaio.

«Intendiamoci», puntualizza subito Tanda, «non condanniamo i ragazzi che ci sono andati e che ci andranno, io stesso quando me ne hanno parlato gli ho detto di andare. Ma non avevo realizzato quello su cui poi mi hanno fatto riflettere alcune mamme. E cioè che è un modo di speculare sul dolore di chi ha perso un familiare e per il quale ha dovuto pagare l’unico viaggio che non avrebbe mai voluto pagare».

È per questo che il Comitato ha voluto prendere le distanze dall’iniziativa con un video in cui viene riportato anche un passaggio della conferenza di presentazione del progetto delle Eolie e in particolare quello in cui uno degli operatori che aderiscono dice testualmente «abbiamo aderito per far conoscere le Eolie anche in bassa stagione».

Ma non è solo questo. Spiega ancora Tanda: «In questi quasi tre mesi ci sono state tante iniziative in memoria delle vittime. Va bene tutto, ma vorremmo essere informati prima. Fermo restando che non vogliamo la beneficenza di nessuno. Tutti i fondi che ci hanno devoluto, le associazioni piloti, quella dei cuochi, il ministero dell’Ambiente, li abbiamo dati al soccorso alpino, ai volontari, proprio perché abbiamo paura a gestire del denaro. Piuttosto ci stiamo autofinanziando per organizzare le nostre proteste pacifiche, ci diamo una mano tra di noi, ma non vogliamo soldi. La Ternana calcio che ha detto di aver donato i ricavi di una maglietta venduta all’asta ai parenti delle vittime o il libro di poesie su Rigopiano appena pubblicato: basta farsi pubblicità sul nostro dolore, non vogliamo che si speculi come se Rigopiano fosse diventato un marchio da sfruttare. L’unica cosa che ci interessa è la verità, è sapere che cosa è successo quel giorno e chi ha sbagliato. Ci aspettiamo risposte dalla magistratura e, sinceramente, ci saremmo aspettati almeno una lettera dal Presidente della Repubblica che ha ricevuto i soccorritori».

Invece, a sentire il presidente del Comitato, a fronte di tante iniziative “per i parenti delle vittime” la sostanza, amara, è stata che «ognuno di noi si è dovuto pagare il carrattrezzi per andare a recuperare la macchina del proprio familiare sotto le macerie, e ogni famiglia ha dovuto pagare la propria fattura per il funerale. Una fattura che non era la nostra, dopo che i nostri cari sono stati sequestrati, e prima ancora accompagnati dalla polizia provinciale fin sopra all’albergo».

Ma non solo. Tanda torna anche a quei giorni di emergenza e disperazione: «Mi devono spiegare perché in quei giorni l’albergo era pagato solo per i familiari provenienti da fuori regione, con persone che pur essendo abruzzesi dovevano fare ogni giorno 200 chilometri tra andata e ritorno; oppure perché solo alcuni avevano i buoni pasto per mangiare ?».

«E poi», conclude Tanda, «basta anche con questa storia degli eroi. In questa storia l’unico eroe è Fabio Salzetta, il superstite che ha aiutato fino alla fine i soccorritori a cercare i nostri cari. Ecco, lui ha rinunciato a questa vacanza».

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