Rispunta la tassa di soggiorno: un euro per ogni notte in hotel a Pescara

11 Novembre 2015

Dalla maggioranza arriva il via libera all’applicazione della nuova imposta a partire dal prossimo anno. Tutti d’accordo sul contributo per i non residenti: «Servirà a finanziare le attività turistiche»

PESCARA. Il Comune, dopo aver aumentato l’anno scorso le tasse al massimo per i residenti, ora si prepara a chiedere un contributo anche i turisti. È molto probabile che, a partire dal prossimo anno, anche Pescara, così come hanno già fatto altre località turistiche, applicherà una tassa di soggiorno nei confronti di coloro che provengono da fuori Pescara e dormono in una struttura ricettiva. Per la verità, l’idea di una tassa sui turisti non è nuova. L’assessore al commercio Giacomo Cuzzi l’aveva già lanciata all’inizio di quest’anno, ma poi era stato costretto ad abbandonarla per alcune perplessità emerse all’interno della sua coalizione e anche tra gli albergatori della città. Ora, però, la strada appare spianata. Lunedì scorso, durante una riunione della maggioranza nessuno si è fatto avanti per esprimere la propria contrarietà a questa iniziativa.

Insomma, una sorta di via libera che consentirà all’amministrazione di predisporre un’apposita delibera da approvare prima in giunta e poi in consiglio comunale. «Con il gettito di questa tassa», spiegano alcuni esponenti della maggioranza, «potremo finalmente finanziare attività turistiche». L’operazione servirà, quindi, per rilanciare il settore del turismo della città, finito un po’ in ombra recentemente per la carenza di risorse pubbliche.

Non è stata ancora stabilita l’entità di questa tassa. «Decideremo il contributo da versare e le modalità di applicazione in un prossimo incontro con le associazioni di categoria», precisano ancora fonti della coalizione.

Quello che è certo è che sarà un supplemento che ogni turista dovrà pagare per ogni notte di soggiorno in una struttura ricettiva della città, oltre al normale conto per le spese di vitto e alloggio. Le strutture di cui si parla sono sicuramente gli alberghi, ma l’imposta potrebbe essere estesa anche alle case vacanze, agli affittacamere e ai bed and breakfast.

Non si sa ancora quanto peserà sulle tasche dei turisti. All’inizio dell’anno si era parlato di un euro per ogni notte in cui si soggiorna in albergo, a persona. Ma altre città hanno applicato tariffe differenziate a seconda della qualità degli hotel. Ossia, più il numero delle stelle degli alberghi è alto e più si paga. Ad esempio, un hotel a cinque stelle ha una tassa di soggiorno più alta rispetto a una struttura con sole tre stelle o classificata a livello inferiore. Ma questa formula, sperimentata con successo in altre località, potrebbe risultare di difficile applicazione a Pescara, dove gli alberghi sono in gran parte allo stesso livello.

Facendo tuttavia un calcolo rapido e considerando che le presenze turistiche in città ogni anno raggiungono all’incirca 250mila unità, con la tassa di soggiorno ad un euro il Comune potrebbe incassare 250mila euro.

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