Rissa sfiorata in aula sul Cda dell’Azienda speciale

MONTESILVANO. Urla, accuse reciproche, parole di sfida, indignazione del pubblico presente e, infine, la decisione del presidente dell’assemblea civica di sospendere temporaneamente la seduta per...
MONTESILVANO. Urla, accuse reciproche, parole di sfida, indignazione del pubblico presente e, infine, la decisione del presidente dell’assemblea civica di sospendere temporaneamente la seduta per consentire ai consiglieri di ritrovare la necessaria calma per andare avanti.
Lo spirito natalizio è apparso più lontano che mai ieri mattina al primo piano di palazzo di città dove, ancora una volta, a infiammare gli animi del Consiglio comunale è il tema «poltrone». La discussione sulla mozione presentata da Lino Ruggero (Montesilvano Democratica), e appoggiata dal dissidente forzista Anthony Aliano, relativamente all’abolizione del cda dell’Azienda Speciale, infatti, fa perdere le staffe anche al sempre pacato sindaco Maragno, con il primo cittadino che accusa pubblicamente Aliano di incoerenza, dal momento che, stando alle sue parole, all’origine della crisi scoppiata in seno alla maggioranza ci sarebbe una presunta «lista della spesa» condivisa dal dissidente e volta a ottenere (tra le altre cose) per Forza Italia la presidenza e una seconda poltrona all’interno di quel cda.
«Bugiardo», ribatte Aliano spalleggiato dalla collega forzista Manola Musa che, come un fiume in piena, rinvia al mittente le accuse. «Non abbiamo ricattato nessuno», attacca Musa, «ma semplicemente chiesto al sindaco di avere rispetto degli oltre 5mila voti di Forza Italia che lo hanno portato alla vittoria. Evidentemente, però, i posti in giunta erano già stati venduti prima come dimostra che il nostro partito esprime soltanto il vicesindaco. Voglio ricordarle, invece», prosegue all’indirizzo di Maragno, «della lista della spesa che lei, accompagnato dall’attuale assessore Leo Brocchi, mi costrinse a firmare per poter contare sul suo appoggio alla vigilia del mio ballottaggio contro Attilio Di Mattia. Un elenco in cui chiedeva per sé la metà dei componenti della giunta, dei membri dei cda degli enti strumentali e dei dirigenti».
Il documento, stando alle parole della consigliera, sarebbe stato firmato da Maragno, Brocchi e dalla stessa Musa, previa consultazione con la coalizione di centrodestra.
«Si tratta di un documento che arriverà prima alla procura della repubblica, poi alla stampa», assicura Aliano che, attaccato da Ernesto De Vincentiis, si è avvicinato minacciosamente al consigliere ottenendo l’espulsione dall’assemblea da parte del presidente Umberto Di Pasquale. Il rifiuto del forzista di lasciare l'aula e l’indignazione dei presenti ha, infine, spinto Di Pasquale a sospendere, tra gli applausi, la seduta. (a.l.)
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