Ristoratori, operai e commesse: ecco chi si riforniva di cocaina

28 Ottobre 2022

Le ammissioni dei clienti davanti ai carabinieri che hanno scoperto le cessioni a Pescara e provincia: «La uso due volte a settimana», «Comprata per una festa di compleanno», «Ho problemi familiari»

PESCARA. Nicola fa il corriere e viaggia con il suo furgone tutto il giorno. Andrea è un ristoratore e, ogni sera, ospita almeno cinquanta persone. Antonio, muratore cottimista, costruisce case. Il problema è che tira su molto altro. Come Maria, impiegata in un’azienda. Fanno lavori diversi, ma sono da anni in balia dello stesso demone: la cocaina. Ed è la medesima schiavitù dalla quale non riescono a liberarsi neppure Mario, idraulico, Gabriele, spazzino, Luca, operaio, e Antonietta, commessa in un negozio. Sono loro alcuni dei clienti (non indagati) degli spacciatori, più o meno giovani, che piazzavano polvere bianca, ma anche hashish e marijuana, in una scuola di Pescara e nei paesi del circondario, come Cugnoli, Manoppello, Alanno, Rosciano, Cepagatti, Nocciano, Pietranico e Montebello di Bertona.
L’INCHIESTA
Non solo studenti, dunque: l’inchiesta dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Penne, sfociata nella richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di 43 persone firmata dal sostituto procuratore Andrea Papalia, ha confermato che gli stupefacenti sono diffusissimi anche tra chi fa un lavoro per così dire normale e che la dipendenza non conosce classe sociale.
I RACCONTI
«Sì, faccio uso di droga», ammette Nicola, 31 anni, davanti agli investigatori. «Da ragazzo ho fumato qualche canna di marijuana o hashish, ma non mi piaceva. Dopo un po’, mi è capitato di provare la cocaina: da allora, purtroppo, non ne sono più uscito». Poi, riferisce della frequenza con cui acquista le dosi: «Da almeno tre anni, almeno un paio di volte a settimana. Approssimativamente, per mezzo grammo pago 40 o 50 euro. In qualche occasione ho comprato anche dosi più consistenti, da cento euro, come ad esempio nel giorno del mio compleanno». Ed è proprio poco prima di una festa che i carabinieri, che tenevano d’occhio una coppia di spacciatori, hanno beccato uno dei clienti, 34 anni, vicino a un locale.
FESTE CON LA COCAINA
«Questa sera», racconta, «mi sono recato in un ristorante per il compleanno di un mio amico. Essendo un assuntore occasionale di cocaina, ho contattato via Messenger un ragazzo che conosco al fine di reperire lo stupefacente per me e i miei amici». Il ristoratore di cui sopra, invece, “confessa” in caserma: «Ho iniziato ad assumere la cocaina quattro o cinque anni fa, in concomitanza di alcuni problemi familiari e lavorativi nei quali sono rimasto coinvolto. Compro una dose a settimana». Donato, che di mestiere fa il commerciante, aggiunge: «Tuttora faccio uso di cocaina, fino a tre o quattro anni fa fumavo anche hashish e marijuana. Da un po’ di tempo, compro solo a Pescara, al Ferro di cavallo, dove in attesa dei clienti ci sono sempre i “pali”. Questi si fanno consegnare il denaro, vanno a prendere la dose che ti occorre e te la riportano».
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