Ristretto il sito da bonificare Via libera a nuove industrie

13 Settembre 2016

BUSSI SUL TIRINO. Con la pubblicazione, sulla Gazzetta ufficiale del 1° settembre scorso, del decreto del ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare è stato riperimetrato il sito...

BUSSI SUL TIRINO. Con la pubblicazione, sulla Gazzetta ufficiale del 1° settembre scorso, del decreto del ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare è stato riperimetrato il sito di interesse nazionale (Sin) di Bussi, unico territorio di bonifica presente in Abruzzo. Si tratta di una superficie di circa 28 ettari che si estendono dall'area dell'insediamento industriale, in direzione del nucleo abitato di Bussi. L'area era stata inclusa nel perimetro del Sin poiché ritenuta inquinata, ma le recenti analisi eseguite hanno dimostrato il contrario.

La riperimetrazione consente all'amministrazione comunale del sindaco, Salvatore Lagatta, che sta preparando la proceduta di acquisizione degli atti da Solvay, di allargare l'area artigianale/industriale e utilizzarla eventualmente per nuovi insediamenti produttivi o commerciali. Una possibilità di rilancio economico e lavorativo mai più opportuna come in un momento di crisi così grave. Tra Comune e Solvay dovrà intavolarsi una trattativa che prima non poteva essere aperta, giacché la superficie era inclusa nel Sin. Sull'argomento interviene anche il Wwf con il delegato per l'Abruzzo, Luciano Di Tizio: «Non abbiamo sollevato obiezioni su questa nuova perimetrazione», afferma. «Si è trattato di rivedere i confini del sito in aree marginali. Per noi, invece, ciò che conta è quel che resta come Sin. Un sito sul quale continueremo a porre in moido pressante la domanda sui tempi di inizio della bonifica vera e propria. Il Sin è stato istituito nel maggio del 2008, un anno dopo la scoperta della megadiscarica. In otto anni però si è discusso molto, si è nominato un commissari, sono stati realizzati alcuni interventi di messa in sicurezza e avanzate proposte di reindustrializzazione, ma nulla si è fatto per la bonifica. Questione che sembra caduta nel dimenticatoio».

Tant’è che attorno a Bussi persiste una bomba ecologica di grandi proporzioni. «Chiediamo» chiude Di Tizio «di accelerare le procedure per avviare gli interventi di disinquinamento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA