Ritardi e vecchi disagi, al mercato ittico di Pescara il 2026 inizia tra le polemiche

8 Gennaio 2026

Nella prima asta del nuovo anno problemi a uno dei nastri, Camplone: «Se ci sarà un altro black out, protesteremo»

PESCARA. Ritardi, stampanti bloccate, errori nelle fatturazioni e ancora disagi. Il 2026 della marineria è iniziato proprio com’era terminato l’anno precedente: con un vero e proprio incubo per uno dei settori economici più importanti e caratteristici della città.

IL RACCONTO

Si è conclusa ieri la prima vendita del pesce del nuovo anno. Con i soliti disservizi, come avviene ormai da qualche settimana a questa parte. Anche se erano solo quattro le barche rientrate dalla nottata di pesca in mare. Il problema è sorto su uno dei due nastri trasportatori automatizzati su cui vengono pesate e battute all’asta le casse del pesce appena catturato. «Un’asta è andata discretamente e ha proseguito la vendita con una certa regolarità, mentre l’altra ha avuto problemi in partenza a causa di un blocco della stampante che deve stampare l’etichetta della tracciabilità del prodotto, partita, peso, prezzo e dati dell’acquirente. Si sono persi diversi minuti per partire, ma sul quel nastro poi ci sono stati altri problemi sulle vendite: alcuni commercianti hanno riscontrato malfunzionamento dei pulsati con cui si aggiudicano le casse. Risolto anche questo secondo stop, durante l’asta si è riproposto il problema ormai annoso della vendita doppia: vengono duplicate alcune casse con bolle di vendita e fatture addebitate in modo ingiustificato ad alcuni commercianti che non hanno acquistato in realtà quelle casse di pesce», è il racconto di Doriano Camplone, presidente dell’associazione Pesca professionale dedicata a Mimmo Grosso.

«Ci hanno garantito che tutto verrà risolto con un programmino che la Info Team utilizzerà per annullare le doppie fatture da remoto. Intanto si sono dovute fare verifiche, quindi altri ritardi. Tutte le interruzioni hanno causato, per la vendita di una sola barca che ha scaricato sul nastro difettoso, una perdita di tempo tre volte superiore a quello impiegato sul primo nastro per la vendita del pesce di tre barche. I due nastri, paradossalmente, hanno concluso l’asta insieme. In totale, l’asta è durata un’ora e mezza. Ma quanto tempo occorrerà non appena torneranno in mare tutte e venti le barche che operano in città? Secondo una proporzione, serviranno quasi quattro ore. Troppo per i commercianti, che dopo le 6 di mattina devono già aver chiuso gli acquisti per poter rivendere il pesce nei loro punti vendita o nei mercati. Non è accettabile, è un disservizio grave. E in caso di nuovi black out e di perdite gravi per il settore, si passerà all’azione».

L’ASTATORE

Che al momento il mercato ittico non sia pienamente funzionante è ovvio. Così com’è ovvio che la nuova sede non può aprire nelle condizioni attuali. E allora che si fa? La marineria pescarese vive in un limbo, aspettando risposte. Ma va trovata una soluzione da parte dell’amministrazione comunale. «Appena il clima sarà più mite, le barche usciranno tutte in mare e si correrà il rischio di restare di nuovo bloccati», dice lo storico astatore Elio Maione. «La situazione è migliorata nella prima asta dell’anno, ma non è stata ancora trovata una soluzione definitiva. Le cose potrebbero tornare ad andar male in qualsiasi momento. Le alternative? Aprire subito la nuova sede, oppure proseguire nella vecchia struttura investendo per sistemare in via definitiva i disservizi attuali», prosegue Maione. Intanto l’attività è ripresa e la Info Team, che gestisce il sistema informatico, sta cercando con i suoi tecnici in servizio ogni notte - da alcune settimane - al mercato di evitare un nuovo, pesantissimo black out come quello avvenuto prima di Natale.

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