Ritorna a Kiev per salvare la figlia

Una badante ucraina si precipita nel suo paese e rientra a Pescara dalla Polonia
PESCARA. «Voleva a tutti i costi andare a Kiev, prendere la figlia e portarla qui a Pescara con lei. Ha fatto di tutto per volare in Ucraina e rientrare in Italia, nonostante le difficoltà di collegamento aereo, e ci è riuscita». A parlare è Anna Bruna Giansante, titolare dell’agenzia di viaggi che ha aiutato una badante ucraina di 49 anni a raggiungere Kiev in aereo, da Fiumicino, e poi a rientrare in Italia, a Ciampino, dalla Polonia, una volta recuperata la figlia 25enne che non vedeva da diversi anni, essendo rimasta in Ucraina per studiare. «Quando si è capito che stava per scoppiare la guerra, questa donna, Liudmyla, è venuta da me tutta spaventata dicendo di dover mettere in salvo la figlia. Ha preso il biglietto ma poi la compagnia di bandiera ha annullato tutti i voli, compreso il suo, per cui ho trovato un volo alternativo ed è partita. Nei giorni scorsi mi ha contattato di nuovo. Era in Polonia, era riuscita a fuggire da Kiev insieme alla figlia, ma da lì dovevano tornare in Italia, a Pescara, per cui l’ho aiutata con i biglietti, visto che non era in grado di fare tutto per bene. Ora mi ha avvisato che è rientrata a Pescara, mi ha ringraziato. Ho respirato tutta la sua angoscia e tutta la determinazione a raggiungere il suo scopo. Era pronta a tutto, è partita solo con una borsa, senza bagagli. E ce l’ha fatta».

