Ritorno alla pagnotta casareccia: costa poco e si mantiene di più

PESCARA. Più pagnotte e meno grani speciali. È la fotografia scattata da Roberto D’Intino, presidente provinciale dell’Assipan Confcommercio Pescara, in occasione della Giornata mondiale del Pane...
PESCARA. Più pagnotte e meno grani speciali. È la fotografia scattata da Roberto D’Intino, presidente provinciale dell’Assipan Confcommercio Pescara, in occasione della Giornata mondiale del Pane nata nel 1981 come Giornata mondiale dell’Alimentazione organizzata dalla Fao e, dal 2006, estesa per celebrare uno dei primi cibi lavorati dall’uomo. «La vendita del pane è pressoché stabile», afferma D'Intino, «ma stiamo assistendo a uno spostamento verso il passato, cioè sul pane casereccio classico che ha un prezzo più basso». Oltre che per una questione di spesa, secondo il rappresentante di un centinaio di produttori di pane tra Pescara e provincia, il motivo è legato al consumo. «La pagnotta si mantiene di più, mentre i pani speciali vanno consumati in giornata e quindi si rischia più spreco».
Dall’esplosione del Covid, per D’Intino il pane è sempre più apprezzato. «Per diversi anni, è stato un alimento demonizzato. Il pane era visto come un qualcosa che faceva ingrassare e quindi da molti era evitato. Ora è riportato al centro dell’alimentazione e quindi torna a essere un prodotto di largo consumo». Il settore della panificazione oggi però è anche uno di quelli che maggiormente sta risentendo dei costi dell’energia aumentati.
«Speriamo in un intervento urgente del governo», continua «perché il rischio serio è che questo alimento non possa essere prodotto più. I costi sono troppo alti per essere ammortizzati attraverso la vendita. Dopo il Covid abbiamo assistito all’aumento delle materie prime. Poi la guerra è stata uno sconvolgimento. Abbiamo subìto incrementi sulle bollette del 500 per cento e l’impatto dei costi energetici è arrivato al 40 per cento sui fatturati aziendali. Prima era del 4-5 per cento. La mentalità del fornaio è che il pane è un prodotto di prima necessità che non può mancare nelle famiglie e quindi non applica un prezzo alto».(m.pa.)

