Ritrovati i Cascella e Michetti rubati a un antiquario di Pescara

15 Marzo 2016

La polizia recupera gran parte dei tesori d'arte del valore superiore a un milione di euro rubati nel deposti dell'antiquario Di Sabatino. Denunciati due siciliani residenti a Sulmona

PESCARA. Mobili antichi, cornici, orologi da tavolo e quadri d'autore, per un valore totale di oltre un milione di euro. È il bottino del colpo ai danni di Gianpiero Di Sabatino, antiquario pescarese lo scorso 23 gennaio. I tesori scomparsi dal deposito dell'antiquario sono stati recuperati dalla squadra Mobile della Questura di Pescara. Due persone sono state denunciate per ricettazione. I denunciati sono due pregiudicati residenti a Sulmona, M.S. 56 anni, e A.M. (51) di origini siciliane.

Il primo è stato fermato due giorni fa a Sulmona, alla guida di un furgone contenente la refurtiva; gli agenti della Mobile lo hanno bloccato e sono riusciti a recuperare il materiale. Nell'abitazione del secondo, durante la perquisizione domiciliare, i poliziotti hanno trovato sul computer un catalogo digitale delle opere in questione. Il deposito svaligiato si trova in via Arapietra, a Pescara.

I ladri erano riusciti ad entrare nella struttura e a portare via parte del materiale presente nel deposito, di notte, dopo aver manomesso un cancello automatico ed aver forzato una grata ed un lucchetto. Un furto piuttosto semplice per i malviventi, considerato anche che la struttura non era dotata né di sistema di allarme né di videosorveglianza. Ma le modalità del furto avevano subito fatto ipotizzare che si fosse trattato di un'azione su commissione, ben pianificata.

I ladri, come ha sottolineato in conferenza stampa il dirigente della Mobile di Pescara, Piefrancesco Muriana, hanno agito in maniera "chirurgica", prendendo solo ciò che gli interessava e che probabilmente era più semplice da ricettare. Gli oggetti rubati sono dunque stati scelti con cura, tra questi diversi quadri di noti pittori abruzzesi come Basilio Cascella, Francesco Paolo Michetti, Filippo Palizzi, Carlo Verdecchia e Tito Pellicciotti.

Le immagini registrate da una telecamera non distante dal deposito hanno consentito di raccogliere i primi elementi investigativi. Le indagini hanno portato gli investigatori fino a Sulmona e a Roma. In particolare, nella capitale, nel corso di una perquisizione, è stata trovata una pistola calibro 7,65 risultata rubata. Due giorni fa, grazie all'impegno della sezione Antirapine della squadra Mobile, è arrivata una svolta importante nelle indagini. Dopo una serie di perquisizioni, buona parte della refurtiva è stata recuperata.

Sessantadue le opere recuperate, mentre mancano all'appello dei mobili antichi. Il quadro di maggior valore è un Palizzi da 80mila euro. Alcune tele sono state danneggiate, probabilmente durante il furto. Ritrovato anche un tabernacolo del 1700, con purificatorio in lino, che non fa parte del materiale rubato a Di Sabatino.

Le indagini, condotte sotto la direzione della locale Procura -  pm Silvia Santoro - con la collaborazione delle squadre Mobili di Roma, dell'Aquila e del commissariato di Sulmona, proseguono: ulteriori accertamenti sono in corso per capire chi possa aver commissionato il furto e per ricostruire la rete dei soggetti coinvolti.