Riviera e centro senza corrente: i commercianti chiedono i danni

25 Giugno 2021

Balneatori e ristoratori costretti a gettare gelati e torte, stanze d’albergo al buio e con l’acqua fredda La rabbia degli esercenti: «Faremo causa all’Enel». E la società chiede scusa: «Guasto imprevedibile»

PESCARA. Gelati e torte gettate nell’immondizia. Prenotazioni on line bloccate. Docce con l’acqua fredda e stanze a luci spente. Allarmi, porte e ascensori bloccati. Quella di ieri per Pescara è stata una giornata nera. Al mattino è esplosa la rabbia di balneatori e albergatori della riviera nord rimasti senza energia elettrica per quasi tutta la giornata, fin oltre le 17. Nel pomeriggio, il black out ha interessato anche il centro. Non solo dalla zona della Madonnina, ma anche da corso Umberto, piazza Muzii, e tutto il quartiere della movida, sono scoppiate le proteste da parte di titolari di attività commerciali e residenti rimasti senza corrente per diverse ore dopo le 17. Sono scattati anche gli allarmi di negozi e abitazioni private; numerose le chiamate ai vigili del fuoco da parte dei cittadini infuriati; incalcolabili i danni delle derrate andate a male nei congelatori.
Il presidente di Confcommercio, e capo del Sindacato balneari, Riccardo Padovano, che due giorni fa ha lanciato l’allarme sui possibili disagi e danni economici e di immagine conseguenti al distacco della corrente, ieri ha chiesto l’aiuto dell’associazione di consumatori Guardia civica e incaricato il legale Stefania Centorame di organizzare una class action per ottenere un risarcimento danni. Poi ha allertato anche il questore. Si sono salvati solo due operatori, i titolari dei lidi Gilda e Oriente, che hanno affittato, condividendone le spese (1.500 euro) un generatore di corrente per rimanere agganciati all’erogazione di energia.
Il gruppo E-Distribuzione si è scusato per il disagio. E ha spiegato la diversa genesi del disservizio che ha colpito mezza città: «La disalimentazione sul lungomare», ha detto l’ufficio comunicazione, «rientra in un piano programmato di interventi, inderogabili, per l’efficientamento della rete. Nello specifico, riguardano la ricostruzione di una cabina secondaria e la predisposizione di una automazione supportata dalla fibra ottica per la migliore gestione di eventuali guasti alla rete». Al contempo, sulla riviera nord, «sono stati eseguiti altri lavori urgentissimi di manutenzione delle cabine». L’interruzione in centro si è verificata, invece, «a causa di un guasto provocato dal sovraccarico delle linee elettriche». La corrente è tornata solo in tarda serata, intorno alle 22.30. Il panico si è scatenato mercoledì scorso quando E-Distribuzione ha comunicato, con volantini affissi sui muri e sui pali fermati con il nastro adesivo, l’avviso (che qualcuno ha ricevuto via mail) di «interruzione di energia elettrica dalle 9 alle 17 per effettuare lavori sui nostri impianti». Subito si è scatenata l’ira dei titolari delle attività sul lungomare che ieri hanno patito disagi e hanno dovuto riorganizzare l’accoglienza della scarsa clientela, conseguenza anche di un meteo sfavorevole. È «arrabbiata» Andreina Colucci, titolare della gelateria Carapina, che ieri mattina ha trovato i frigoriferi spenti nella sua attività sul lungomare Matteotti, torte e gelati scongelati, un fiume di acqua a terra da asciugare: «Avevo pronti 50 litri di latte pastorizzato per preparare 22 gusti e i frigoriferi pieni di panna. Finiti nell’immondizia insieme ad altri 80 chili di gelato. Non sapevo nulla, nessuno ci ha avvisato ufficialmente, non ho tempo di leggere le comunicazioni affisse sui pali della luce e sui muri. Mi sono accorta del danno perché nel negozio è scattato l’allarme collegato alla corrente. Agirò per vie legali». Dall’hotel Salus, il receptionist, Giammarco De Bonis, racconta: «Abbiamo dovuto bloccare diverse prenotazioni on line e tornare a carta e penna per gli appuntamenti. I maggiori disagi sono stati per i clienti a cui non abbiamo potuto preparare neppure un caffè a colazione, costretti a docce fredde, stanze al buio e senza refrigerazione».
«Ci siamo dovuti attrezzare col generatore col quale possiamo lavorare, ma questi interventi si fanno di notte o un mese fa quando eravamo chiusi», si sfoga Andrea Camplone, ex calciatore del Pescara, titolare di Gilda, «non ci voleva proprio questo danno dopo quelli provocati dalla pandemia. Ci hanno tolto pure i parcheggi all’ex Fea, peggio di così». Daniela Marrone, lido Oriente: «Se non ci fossimo attrezzati col generatore avremmo buttato ai rifiuti quintali di pesce, frutta, impasti, gelati. Oltre che al ristorante, purtroppo non ho la corrente neppure a casa». Preoccupazione è stata espressa da Domenico Pagliari, del lido Apollo e Massimiliano Zanni, La Prora, secondo i quali «questo disagio ha spaventato la clientela che ha scarseggiato». Al lido Positano un cartello fuori la porta: «Chiuso a pranzo per lavori Enel». Sul lungomare il passeggio di pescaresi e turisti beffati.