Riviera, il Comune dovrà pagare ancora per l’ex rudere

PESCARA. Vittoria a metà del Comune nella causa per l’ex rudere sulla riviera nord. È il risultato di una sentenza del Consiglio di Stato, sulla base di un ricorso presentato dall’ente. Si tratta di...
PESCARA. Vittoria a metà del Comune nella causa per l’ex rudere sulla riviera nord. È il risultato di una sentenza del Consiglio di Stato, sulla base di un ricorso presentato dall’ente. Si tratta di una vecchia storia che riguarda un edificio realizzato dalla Immobiliare Michelangelo e mai finito. Lo scheletro è stato demolito diversi mesi fa per costruire un nuovo immobile.
Ma il ricorso fa riferimento ad una sentenza del Tar con cui era stato condannato il Comune a risarcire alcuni residenti della zona per averli privati della possibilità di vedere il mare. Quell’edificio, infatti, era stato dichiarato in parte abusivo e il Comune avrebbe dovuto demolirlo, ma non lo ha mai fatto. Da qui l’obbligo per l’ente di pagare ogni anno una quota a titolo di risarcimento a favore dei residenti che avevano presentato ricorso e avevano vinto la causa.
Ma la sentenza del Consiglio di Stato ha in parte cambiato le corse. Ha accolto l’appello del Comune impugnando la sentenza limitatamente ai ricorsi al Tar presentati da due residenti e ha invece respinto l’appello riguardo al ricorso al Tar di un’altra residente. In questo modo, il Comune dovrà continuare a risarcire quest’ultima cittadina. «Il suo appartamento», si legge nella sentenza, «aveva un affaccio più ampio e diretto al mare, quindi il danno subìto è maggiore». E ancora: «Il pregiudizio derivante da un immobile costruito in virtù di un titolo non conforme alla normativa urbanistico-edilizia, si ricollega a un illecito permanente, qual è l’illecito edilizio». Il Comune dovrà continuare a corrispondere la stessa cifra a titolo di rendita alla residente.

