«Riviere, troppo rumore di notte»

I residenti in commissione accusano gli stabilimenti, presentati già 5 esposti
PESCARA. «La notte non possiamo dormire. La musica che proviene dagli stabilimenti è talmente alta che ci costringe a rimanere svegli». I cittadini che abitano sulle due riviere, nord e sud, sono all’esasperazione. I rumori che provengono dai locali sono talmente forti da rendere invivibili di notte i lungomare e le zone limitrofe. È ciò che hanno tentato di far capire ieri mattina alcuni residenti, durante la loro audizione nelle commissioni congiunte Politiche sociali e Ambiente.
Ad invitarli è stata la consigliera Tiziana Di Giampietro, che ieri ha presieduto la seduta congiunta dedicata proprio al problema dei rumori durante il periodo estivo. «Nessuno vuole che chiudano gli stabilimenti», ha precisato il rappresentante dei residenti della riviera e del centro Giovanni Legnini, un omonimo del vice presidente del Csm, «ma i locali devono rispettare le regole. I cittadini non possono dormire la notte a causa della musica troppo alta che proviene dagli stabilimenti. L’ordinanza del Comune che impone ai locali la chiusura, nei fine settimana, alle 3 del mattino viene continuamente violata. Io ho già pronta una denuncia per la violazione dell’articolo 650 del Codice penale».
Secondo quanto ha riferito Legnini, di professione avvocato, i residenti avrebbero già presentato cinque esposti per segnalare il mancato rispetto delle norme sui rumori notturni. «Noi aspettiamo con fiducia una soluzione dalla politica», ha avvertito il rappresentante dei residenti, «in caso contrario, procederò con la denuncia».
Ancora più pesanti le lamentele giunte da una residente che non ha voluto rendere noto il suo nome. «Ci sono esposti che risalgono addirittura al 2013, ma nulla è stato fatto fino ad oggi per risolvere il problema dei rumori provenienti dagli stabilimenti», ha affermato, «non ci sono controlli e gli stabilimenti vanno avanti con la musica oltre le 4 del mattino». «Tra i residenti che non dormono la notte», ha aggiunto, «non si tiene conto che ci sono anche dei malati. Noi non riusciamo più nemmeno a vedere la tv, io evito persino di invitare la gente per il rumore. Siamo ad agosto del 2016 e io non ho mai visto applicare sanzioni o far chiudere dei locali per il troppo rumore». Alla seduta era presente anche un tecnico dell’Arta addetto alle misurazioni dei suoni. Sarebbe proprio la somma di tutti i rumori a determinare il superamento dei decibel.(a.ben.)
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