Roccaraso celebra il battesimo dei moderati

11 Marzo 2017

Da Ncd a una nuova casa per il centro. Chiavaroli: distinti e distanti dalla destra estrema e populista

ROCCARASO. L’obiettivo è quello di «unire i moderati in una nuova casa». Potenziare la «vocazione riformista» contro il «marasma confuso e scomposto del populismo anti europeo». A Roccaraso, alla tre giorni della Winter School 2017 organizzata da Maurizio Lupi, Angelino Alfano indica la rotta del soggetto politico che raccoglierà il testimone dal Nuovo centrodestra. Non un addio, ma piuttosto una ripartenza. Perché, assicura il ministro degli Esteri, Ncd «si evolve in una nuova formazione politica».

Ed è proprio il cambio del nome, spiega la sottosegretaria alla Giustizia, Federica Chiavaroli, che sancirà, una volta per tutte, «la separazione dalla destra estrema e populista le cui idee e valori sono lontani anni luce dalle nostre idee e dai nostri valori». Insomma, un appuntamento per prendere «decisamente le distanze», prosegue, dalle «idee sovraniste, di uscita dall’euro e dall’Europa, nelle quali non ci riconosciamo». Come spiega la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, «Ncd non si scioglie ma si rilancia». Non solo cambiando nome ma anche sul piano «progettuale». Per dare vita ad un partito «che vuole essere un movimento politico che si colloca al Centro». Un centro che, ad oggi, fa parte di una maggioranza e di un governo di centrosinistra a trazione Pd. E per il futuro? «Non guardiamo al partito democratico ma a noi stessi - spiega ancora Lorenzin -. Stiamo governando con il Pd in questa fase come avviene in gran parte d’Europa dove esistono alleanze di governo tra case politiche diverse, anche per effetto del cambio dello scenario politico globale, ma questo non significa rinunciare alla nostra identità perché siamo diversi dal Pd e dalla destra e abbiamo le nostre ricette molte delle quali siamo riusciti a portarle al governo». Ma neppure un ritorno nel centrodestra sembra così scontato. Silvio Berlusconi del resto è stato chiaro: Forza Italia «non è un taxi sul quale si sale e si scende secondo le convenienze del momento». Una querelle che la Lorenzin liquida così: «Evidentemente la nascita di questo nuovo movimento politico dà fastidio».

A fare gli onori di casa ci pensa invece l’ex ministro Lupi. «In questi mesi abbiamo parlato dell’Abruzzo solo per gli eventi sismici e per il maltempo - ricorda -. Ma l’Abruzzo è una terra che continua a vivere, una terra di grandi risorse e bisogna tornare a parlarne mentre si aiutano le popolazioni colpite».