Roghi, dieci anni di disastri: schierati oltre mille volontari

Il bilancio choc dal 2012 a oggi: 745 incendi e quasi 18mila ettari divorati dalle fiamme
L’AQUILA. In dieci anni 745 incendi e 17.523 ettari devastati dal fuoco. Gli anni orribili sono stato il 2017 con i roghi sul Monte Morrone e a Fonte Vetica, il 2020 con gli incendi di Arischia-Pettino, e Tornareccio-Guilmi nell’estate del 2021. Sono stati i roghi più vasti e distruttivi. Un incendio su due in Abruzzo è doloso.
Con queste premesse, Regione e Protezione Civile hanno presentato ieri mattina all’Aquila il nuovo Piano Anti incendi boschivi 2023-2025: 140 pagine di informazioni utili. Anzi preziose per l’estate torrida che ci attende. Alla conferenza stampa tenuta dal presidente della Giunta, Marco Marsilio e dal direttore dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, Mauro Casinghini, hanno partecipato rappresentanti dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri Forestali e del comitato regionale Volontari di Protezione Civile.
Casinghini ha fornito i dati sulla campagna di contrasto agli incendi boschivi che è partita dal 10 luglio per terminare 17 settembre.
ISTITUZIONI COINVOLTE. Sono un piccolo esercito da quest’anno potenziato e composto da: Agenzia Regionale di Protezione Civile, Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco, Carabinieri Forestali, Parchi Nazionali, enti locali e organizzazioni di volontariato convenzionate con l’Agenzia.
OPERATORI E MEZZI. Si parte da 35 operatori regionali, otto direttori di operazioni spegnimento e 20 coordinatori. Quindi 40 organizzazioni di volontariato specializzate nell’antincendio boschivo, due elicotteri di proprietà della Regione dedicati all’antincendio boschivo, un elicottero dedicato S-64 che staziona per tutto il periodo all’aeroporto dei Parchi di Preturo in aggiunta alla flotta aerea regionale, 70 mezzi regionali con moduli antincendio, 80 veicoli convenzionati ed allestiti per l’antincendio delle organizzazioni di volontariato, tre moduli elitrasportati Heliskid, cioè kit di estinzione di incendi compatto, versatile, trasportabile con mezzi terrestri e aerei.
E soprattutto uno schieramento di 1.200 operatori antincendio boschivo formati. Inoltre è stato raggiunto un accordo con il Comando Forze Operative del Sud e la Prefettura dell’Aquila per disciplinare le modalità di attivazione del concorso del 9° Reggimento Alpini di stanza all’Aquila, i cui costi saranno a carico dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile.
«L’obiettivo», spiega Marsilio, «è diminuire il tempo di arrivo delle squadre tra l’inizio dell’incendio e l’avvio delle operazioni di spegnimento che sono le condizioni migliori perché le fiamme non facciano troppi danni».
Nelle due tabelle che pubblichiamo è possibili visualizzare le zone dell’Abruzzo a maggior rischio, e l’andamento degli incendi boschivi degli ultimi 10 anni. Sulle cause che ne hanno determinato l’innesco, il nuovo e dettagliato Piano di prevenzione fa riferimento all’attività di indagine del Comando Regione Carabinieri Forestali “Abruzzo e Molise”.
PIROMANI E FULMINI. Nel decennio 2012 – 2022, il 45% degli incendi che ha colpito il territorio è riconducibile a cause volontarie, mentre cause involontarie o accidentali verificate hanno determinato il 17% degli inneschi.
Gli incendi innescati da eventi naturali sono un numero certamente marginale, pari al 2% del totale, tuttavia c’è da riscontrare un aumento, negli ultimi anni, degli incendi partiti dai fulmini. Nel solo 2022, ad esempio, su 43 eventi, ben 11 sono scaturiti da questi eventi atmosferici generati in maniera intensa durante i “temporali di calore” che hanno caratterizzato la stagione estiva.
Per quanto concerne gli incendi dolosi (cagionati dalle cause volontarie), che rappresentano quasi la metà degli eventi del periodo considerato, le motivazioni più frequenti sono riconducibili principalmente a forme di disagio personale e sociale, piromania e ad azioni finalizzate a trarre qualche tipo di profitto (ad esempio pascoli o raccolta prodotti del bosco), oltre che motivazioni legate ad attività venatorie.
Ulteriori cause volontarie sono riferibili, invece, a gesti intenzionali nell’ambito di conflitti personali o sociali. I roghi colposi, comprendenti anche quelli accidentali, sono dovuti principalmente ad attività legate alla combustione dei residui di lavorazione delle attività agricole. «È questa la causa sulla quale risulta ancora prioritario intervenire, incrementando le attività informative ed educative sulle buone pratiche di prevenzione incendi», commenta il direttore Casinghini.
FONTE VETICA INSEGNA. Infine, tra le cause non intenzionali si rilevano anche quelle che derivano dall’uso di strumenti di lavoro a fiamma libera e dalle attività ricreative e di campeggio. Chi non ricorda quel 5 agosto nefasto di sei anni fa a Fonte Vetica (vedi l’immagine pubblicata in basso pagina).
COSTERÀ 10 MILIONI. Il capitolo finale del Piano è dedicato ai costi. Sono previsti due bandi per la “Prevenzione dei danni arrecati alle foreste da incendi, calamità naturali ed eventi catastrofici”, che impegnano complessivi 6.000.000 di euro, per interventi che verranno realizzati a partire dall’anno in corso e che saranno conclusi al massimo entro la metà del 2025.
Ulteriori 4.000.000 di euro sono infine destinati alla “prevenzione e al ripristino dei danni alle foreste”. La pubblicazione del bando per accedere a questi ultimi fondi è prevista per aprile del 2024.
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