Rogo in cella, 4 agenti intossicati

6 Novembre 2020

Detenuto in isolamento dà fuoco a un materasso e un cuscino

PESCARA. Un materasso e un cuscino incendiati, all'interno del carcere di Pescara. E' stato questo il gesto di protesta di un detenuto straniero che non accettava di essere stato posto in isolamento per motivi disciplinari.
Poi si è chiuso dentro al bagno e per tirarlo fuori alcuni agenti hanno respirato un bel po' di fumo, sprigionato dal materasso e dal cuscino, per cui per loro è stato necessario ricorrere al pronto soccorso.
Il fumo, poi, ha invaso la zona penale del piano terra, per cui il personale in servizio lì è stato allontanato. L'episodio, avvenuto lunedì, è stato reso noto solo ieri dal sindacato Sinappe che svela anche un dettaglio e cioè che il materasso e il cuscino avevano superato da molto la scadenza della certificazione ignifuga, perdendo così tutte le caratteristiche che la normativa vigente prevede in materia. Per quattro agenti è stato necessario il trasporto al pronto soccorso dell'ospedale a causa di una leggera intossicazione. «E' evidente che tutto ciò poteva essere evitato e che solo grazie al pronto intervento dei poliziotti, l'episodio non si è tramutato in un evento di più ampia e grave risonanza», ha commentato Roberto Santini, segretario generale del Sinappe, «anche perché già 10 mesi fa era accaduto un episodio analogo che aveva visto due detenuti dare alle fiamme due materassi. Il pericolo di allora non ha messo in allarme l'amministrazione che, in dieci mesi, non ha provveduto a sopperire alle gravi mancanze allora registrate e lamentate», dice il sindacato polemicamente. «Riteniamo più che opportuno», conclude Santini parlando dell'accaduto e guardando al futuro, «che l'amministrazione tuteli maggiormente la sicurezza degli istituti di pena e del personale presente», considerato il pericolo a cui la polizia penitenziaria è esposta. (f.bu.)
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