Rogo in Pineta, la risposta dalle immagini satellitari

Le fiamme partite da un treno: al vaglio i fotogrammi registrati in quegli istanti
PESCARA. E mentre la politica discute sulle conseguenze del gravissimo incendio che il primo agosto scorso ha distrutto gran parte della pineta dannunziana, aprendo una riflessione seria su quello che dovrà essere il futuro della Riserva naturale (in particolare sul contestato taglio di un gran numero di pini annunciato dall’amministrazione comunale), la procura prosegue le indagini a ritmo serrato per arrivare a individuare eventuali responsabilità per quel terribile rogo che ha privato la città di un polmone verde. La pista più accreditata dalla procura, al momento, resta essere sempre quella della scintilla partita dal passaggio di un treno sul tracciato che insiste proprio in quella zona: su questo aspetto si sono incentrate le attenzioni del pm Anna Benigni, e dei carabinieri forestali che stanno lavorando anche in collaborazione con i colleghi del Niab, lo speciale gruppo dei forestali esperti nell’analizzare il territorio (clima, vento, temperature, orografia). Gli investigatori hanno acquisito in proposito tutta la documentazione da parte di Rfi sulla manutenzione del tracciato per verificare l’eventuale presenza di sterpaglie che avrebbero potuto favorire l’incendio nato, questa l’ipotesi, per una scintilla dovuta alla frenata del treno. E visto che le ferrovie avrebbero dichiarato che tutto sarebbe stato fatto secondo le regole e che quindi i lavori di manutenzione sarebbero stati regolarmente eseguiti dalla ditta cui vennero affidati in subappalto, gli investigatori sono ora in attesa di ricevere le immagini satellitari di quel giorno e di quell’ora per avere dei riscontri oggettivi su quanto comunicato da Rfi.
Il satellite, su cui si appoggia solitamente anche l'Arma dei carabinieri, potrebbe fornire elementi importanti a riguardo, anche perché finora non sono emerse testimonianze sull’accaduto. Nessuno sembra aver visto nulla di sospetto in quell’arco temporale: resta solo quel video, molto importante, girato da un residente che mostra proprio il nascere della prima fiamma e lo svilupparsi dell’incendio. Ma da quelle immagini non si scorge nulla che possa far pensare a un piromane (circostanza che sarebbe venuta meno anche perché il Niab non avrebbe trovato sul posto nessun tipo di innesco). Video che i carabinieri forestali hanno incrociato con i dati forniti sempre dalle Ferrovie per verificare se esiste una coincidenza temporale tra il passaggio di un treno in quel punto e all’ora in cui quel video amatoriale è stato realizzato. I riscontri sono ancora in corso.
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