Roma Film Festival, il pubblico premia “12 Citizens” e “Trash”

26 Ottobre 2014

ROMA. Si è conclusa ieri sera la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, la terza e ultima sotto la direzione artistica di Marco Muller. Stavolta i film vincitori nelle quattro...

ROMA. Si è conclusa ieri sera la nona edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, la terza e ultima sotto la direzione artistica di Marco Muller.

Stavolta i film vincitori nelle quattro sezioni principali sono stati scelti direttamente dal pubblico, un giudizio popolare che non ammette repliche. Nella sezione Cinema d’Oggi, l’ex concorso principale, il premio per il miglior film va a “Shier Gongmin/12 Citizens” di Xu Ang. Nella sezione più prestigiosa, Gala, che ha ospitato pellicole di registi e attori di chiara fama se non vere e proprie star (come Kevin Costner o Ben Affleck) ha vinto “Trash” di Stephen Daldry. Mondo Genere, la sezione dedicata alle anteprime mondiali, internazionali o europee di pellicole che trattano vari generi cinematografici, vede la vittoria di “Haider” di Vishal Bhardwaj. Nella sezione Prospettive Italia il pubblico ha premiato nella categoria lungometraggi il film “Fino a qui tutto bene” di Roan Johnson, nella categoria documentari è stato scelto come vincitore “Looking for Kadija” di Francesco G. Raganato. Uno dei due premi assegnati da giurie non popolari è il TaoDue Camera d’Oro alla migliore opera prima - presieduta da Jonathan Nossiter (regista) - assegnato ad Andrea Di Stefano regista di “Escobar: Paradise Lost” (Gala), Laura Hastings-Smith produttore di “X+Y” di Morgan Matthews (Alice nella città); menzione speciale a “Last Summer” di Lorenzo Guerra Seragnoli (Prospettive Italia). L’altro premio assegnato da una giuria non popolare è il Premio Doc/It al Migliore Documentario italiano. La giuria, presieduta da Federico Schiavi, ha assegnato il premio a “Largo Baracche” di Gaetano Di Vaio (Prospettive Italia); menzione speciale a “Roma Termini” di Bartolomeo Pampaloni (Prospettive Italia). «Sono commosso», ha detto il regista Bhardway vincitore con “Haider” «voglio ringraziare Shakespeare: senza il suo Amleto non avrei mai fatto questo film».

Le preferenze degli spettatori all’uscita delle sale del Parco della Musica ha riservato più di una sorpresa, confermando per il cinema italiano la tendenza a preferire i documentari, i film-storie come “Largo Baracche”, la pellicola di Di Vaio che racconta la storia di sette ragazzi nati e cresciuti nei quartieri Spagnoli di Napoli. Infine, il premio per il film sociale “Marco Aurelio o Sorriso diverso Roma”, giunto quest’anno alla sua quinta edizione, è stato assegnato ai film “Biagio”, di Pasquale Scimeca e “We are young. We are strong”, di Burhan Qurbani.

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