Rotazione negli uffici diocesani

Il vescovo firma le nomine: a don Pagniello affidata la cura delle vocazioni
PESCARA. L’arcivescovo ha stabilito alcune variazioni negli uffici pastorali della diocesi: la cura delle vocazioni è affidata a don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana; l’ufficio missionario a don Massimo Di Lullo, parroco di San Giovanni Battista e San Benedetto a Pescara Colli; la formazione di accoliti, lettori e ministri straordinari dell’Eucaristia a don Francesco Santuccione, parroco della cattedrale di San Cetteo. Sarà l’arcivescovo stesso, invece, a preoccuparsi della formazione dei diaconi permanenti della chiesa locale. A differenza di altre diocesi regionali, come quella di Lanciano-Ortona o quella dell’Aquila, a Pescara si soffre ancora poco il problema della mancanza di vocazioni, e quasi tutti i parroci sono pescaresi o abruzzesi, anche se l’età media è alta. Dunque, nel giro di qualche anno potrebbe esserci un problema di ricambio generazionale.
Le nomine dei parroci della diocesi di Pescara-Penne ci sono ogni nove anni, salvo che per esigenze particolari qualcuno venga spostato prima di questo periodo. Le principali motivazioni che portano alla rotazione dei sacerdoti riguardano il pensionamento, la malattia o la morte dei preti, ma capita anche che alla base ci siano mere questioni di opportunità nella scelta di far ruotare i parroci nelle varie chiese. Il giro di nomine, a seguito del decreto firmato dal vescovo, in questo caso monsignor Tommaso Valentinetti, avviene quasi sempre nel periodo di settembre-ottobre, ovvero in corrispondenza dell’inizio dell’anno pastorale. Le eventuali conferme, dopo il primo periodo di nove anni, possono essere anche inferiori a questo termine. E allo stesso tempo non c’è alcun obbligo di spostamento al termine dei nove anni.
Sono pochi i parroci stranieri alla guida delle parrocchie pescaresi. Oggi la diocesi Pescara-Penne ha un clero prettamente autoctono e anche in passato è sempre stato così, tranne ai tempi del vescovo Iannucci quando molti sacerdoti erano provenienti da altri diocesi italiane.
Loris Zamparelli
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