Rsa, sì all’ingresso dei parenti

6 Maggio 2021

Stabilite anche le regole per l’accesso in ospedale (e in sicurezza) dei familiari di disabili

PESCARA . È un documento tecnico elaborato dal referente regionale per le maxi emergenze sanitarie, Alberto Albani, e approvato dal Gruppo tecnico scientifico regionale, per consentire le visite agli ospiti delle strutture residenziali. Il provvedimento, annunciato dall’assessore alla sanità Nicoletta Verì, è rivolto alle strutture sociosanitarie, a quelle di riabilitazione e lungodegenza post acuzie, a quelle residenziali socio-assistenziali. Ma l’assessore nelle stesse ore ha presentato anche le linee guida per consentire l’ingresso in ospedale ai familiari dei pazienti disabili.
RSA. Queste misure sono finalizzate a consentire lo svolgimento in sicurezza delle visite agli ospiti delle strutture. L’Abruzzo fu tra le primissime Regioni a introdurre il blocco degli ingressi già alla fine di marzo dello scorso anno, nella fase iniziale della pandemia. Oggi in base all’andamento della curva epidemiologica e alla copertura vaccinale degli ospiti e degli operatori, si inizia a programmare una graduale riapertura, così da rispondere alle aspettative sia degli stessi ospiti, sia dei loro familiari, da troppo tempo privati di un normale rapporto di relazione.
Ma la modalità di accesso alle strutture è soggetta a una precisa procedura che, tra l’altro, prevede: una programmazione degli incontri lungo tutto l’arco della giornata, così da evitare assembramenti; la richiesta, entro le 48 ore precedenti la visita, da parte dei familiari di accedere alla struttura, completa di autocertificazione sul proprio stato di salute; la predisposizione di un registro degli accessi da conservare per un periodo minimo di 30 giorni; obbligo dell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e garanzia del distanziamento; percorsi separati di accesso e uscita per ospiti e visitatori, privilegiando l’accesso diretto a spazi dedicati esclusivamente alle visite; privilegiare, in caso di condizioni meteo favorevole, incontri in spazi esterni.
OSPEDALI. Coniugare il rispetto dei protocolli anti Covid-19 e di sicurezza sanitaria con la necessità di supporto fisico o psicologico della persona disabile, con particolare attenzione alle possibili conseguenze legate alla separazione dal familiare o dal caregiver in caso di ricovero ospedaliero, è invece l’obiettivo del documento tecnico che regolamenta la presenza dei caregiver di pazienti disabili all’interno dei presidi ospedalieri. Il provvedimento prevede che in pronto soccorso sia consentita la presenza di un caregiver o familiare (dotato naturalmente di idonei dispositivi di protezione) nelle aree dedicate al triage, negli ambulatori visita e nell’osservazione breve, mentre resta vietata nell’area “rossa” ad alta intensità di cura.
Nelle aree di degenza, invece, la presenza è consentita nei reparti non Covid. In quelli Covid e nelle terapie intensive resta permessa, previa valutazione e autorizzazione del responsabile dell’unità operativa, sulla base del rapporto rischi benefici e comunque limitata a particolari situazioni che non siano pregiudizievoli alla salute del paziente. (a.s.)