Ruba la borsa a una 73enne e viene arrestato

7 Settembre 2014

PESCARA. Stava andando in bicicletta in viale Bovio in direzione del centro quando un uomo in scooter le si è avvicinato prendendole la borsa che aveva riposto nel cestino della bici. La donna, una...

PESCARA. Stava andando in bicicletta in viale Bovio in direzione del centro quando un uomo in scooter le si è avvicinato prendendole la borsa che aveva riposto nel cestino della bici. La donna, una 73enne, ha chiamato la polizia che è riuscita a rintracciare lo scippatore e a bloccarlo: è Oliviero D’Ottavio, pescarese di 43 anni, che era sottoposto agli arresti domiciliari per altri reati con permesso di uscita nella fascia oraria 10.30 - 12.00.

Quando la pensionata si è accorta della borsa rubata ha avvertito i poliziotti della squadra Volante che, una volta sul posto, si sono messi sulle tracce dell’uomo diramando la nota via radio con la descrizione dell’uomo. A fermare D’Ottavio sono stati gli agenti della squadra Mobile che stavano effettuando un servizio di prevenzione al crimine.

L'uomo è stato riconosciuto e identificato in via Ravasco, ancora a bordo del mezzo, nonostante fosse riuscito nel frattempo a cambiare il casco proprio per non essere riconosciuto. D’Ottavio si trovava agli arresti domiciliari con permesso di uscita tra le 10.30 e le 12 ed è stato riposto ai domiciliari. Nel processo per direttissima, nonostante la richiesta del pm degli arresti, il giudice ha deciso di dare l’obbligo di firma all’uomo imponendogli di firmare due volte nella mattinata: una alle 9 e un’altra alle 11.

Tuttavia, proprio secondo alcune “anomalie” della giustizia italiana, D’Ottavio proprio la domenica ha il permesso di uscire alle 10, un orario di mezzo, non coincidente con quelli stabiliti dal giudice, ovvero una prima firma alle 9 e un’altra alle 11. Quando andrà a firmare D’Ottavio? All’uomo, quindi, restano due possibilità: o evadere o violare la prescrizione del giudice.

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