Ruba le ostie, denunciato Timori di messe nere

PESCARA. «Pensavamo che fosse un furto su commissione, ordinato dalle sette sataniche per le messe nere. Invece per fortuna non era così». Padre Vincenzo Di Marcoberardino, parroco della Madonna dei...
PESCARA. «Pensavamo che fosse un furto su commissione, ordinato dalle sette sataniche per le messe nere. Invece per fortuna non era così». Padre Vincenzo Di Marcoberardino, parroco della Madonna dei Sette dolori, racchiude in questa confidenza l’ansia che ha vissuto giovedì quando, dal tabernacolo della basilica dei Colli, sono state rubate due ostie consacrate. «Temevamo un furto sacrilego», ribadisce ancora scosso il religioso che per questo ha immediatamente informato il vescovo e la polizia. A quel punto a nulla è valso, il giorno successivo, venerdì, il ravvedimento del ladro, un ventenne di origine marocchina che è andato a confessare il furto allo stesso religioso riportando però solo una delle due ostie rubate, la più piccola. Perché nel frattempo la squadra Mobile aveva iniziato a indagare su di lui fino a identificarlo, tramite il filmato registrato in chiesa e il profilo Facebook, e a denunciarlo per furto aggravato e offesa della religione mediante vilipendio di cose. Ma a quel punto il problema restava l’ostia grande, quella che il giovane non aveva restituito a padre Vincenzo, e i poliziotti diretti da Pierfrancesco Muriana sono riusciti a recuperarla. È stato lo stesso ragazzo a portarli davanti all’ospedale dove, in mezzo a una siepe, aveva gettato l’ostia consacrata prelevata giovedì dal tabernacolo dietro all’altare. Intrisa d’acqua, l’ostia era però ormai inutilizzabile. Riconsegnata in questura a padre Vincenzo, arrivato con la perpetua a recuperarla, è stata poi sciolta e gettata sul terreno, «come è regola», sottolinea padre Vincenzo, «per le cose sacre». Soddisfatto ma provato da tre giorni di tensione, il religioso conclude: «Lui ha chiesto scusa, ha detto che non sapeva che era una cosa sacra. Dalle telecamere si vede che dopo essere entrato in chiesa con due ragazze va verso l’altare, apre il tabernacolo e prende le due ostie. Pensava di fare una bravata, invece per noi è un sacrilegio. Ma l’importante», conclude il religioso, «è che non ci sia nessuno dietro. Io, da parte mia, l’ho perdonato, ma non so la giustizia». (s.d.l.)
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