Rubano l’auto a un disabile, arrestati

Spoltore, due venditori porta a porta di Foggia notati da un carabiniere fuori servizio che avverte i colleghi e li fa prendere
SPOLTORE. Suonavano alle abitazioni di Spoltore e si presentavano come procacciatori di contratti porta a porta di una nota compagnia di servizi. E lo erano davvero ma, una volta fiutata la vittima perfetta, non si facevano problemi a derubarla. Sono due giovani foggiani gli arrestati per un colpo sventato dai carabinieri ai danni di un anziano disabile: Luca Pellecchia, 18 anni appena compiuti, e Andrea Pio Magrone, 23 anni. Gli arresti sono stati convalidati e i due, adesso, si trovano ai domiciliari.
Pellecchia e Magrone sono stati notati da un carabiniere, fuori servizio, all’interno del condominio di Villa Raspa di Spoltore in cui abita lo stesso carabiniere, mentre parlavano in maniera insistente con l’anziano. Il carabiniere si è insospettito e ha chiamato i colleghi, poi, ha atteso nel piazzale l’arrivo delle gazzelle defilandosi per non farsi notare. Dopo pochi minuti, il carabiniere ha visto i due venditori scendere dalle scale e uno si è diretto verso l’auto dell’anziano parcheggiata all’interno del condominio, una Hyunday i30. Nel frattempo, sul posto sono arrivati i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Pescara e di Spoltore: i due procacciatori, alla vista dei carabinieri, hanno tentato di disfarsi delle chiavi dell’auto, un tentativo però andato a vuoto perché le chiavi sono state recuperate sotto il mezzo. I carabinieri di Pescara, guidati dal capitano Claudio Scarponi, e di Spoltore, diretti da Silvio Tomassini, hanno accertato che i due foggiani, una volta nell’abitazione, approfittando di un momento di distrazione dell’anziano, avevano sottratto le chiavi dell’auto poggiate su di un mobile all’ingresso, con le quali poi avevano aperto la macchina per andarsene.
«L’arresto», dice Scarponi, «è l’occasione per sensibilizzare le persone, in particolare quelle più vulnerabili, ad aprire con particolare attenzione a sconosciuti, e nel dubbio non farlo affatto specie se si è soli. Le truffe porta a porta o fatte con telefonate di finti avvocati o appartenenti alle forze di polizia che chiedono soldi per sistemare incidenti, oltre al danno economico, colpiscono profondamente l’autostima della vittima, ferendola così due volte. Solo con una intensa attività di informazione e sensibilizzazione tali odiosi reati possono essere arginati».

