Rubati doni votivi e offerte in parrocchia

Penne, svuotata la cassaforte nella chiesa di san Massimiliano Kolbe. Appello di don Venanzio ai ladri
PENNE. Le offerte dei fedeli e i doni votivi alla Madonna della Pietà. Questo il bottino di un furto messo a segno l’altra notte nella parrocchia di San Massimiliano Kolbe, a Penne, dove i ladri sono entrati forzando una porta antipanico e poi hanno raggiunto l’ufficio parrocchiale, dove c’è una cassaforte ad armadio. Lì dentro don Venanzio Marrone conservava i contanti raccolti durante le benedizioni di Pasqua nelle case e i dono votivi alla Madonna, che vengono esposti solo in occasione delle processioni e hanno un alto valore affettivo.
Ad accorgersi del furto è stato don Venanzio, ieri mattina, che ha sentito un forte odore di bruciato e ha capito che qualcosa non andava. Quell’odore era stato provocato da una mola, usata dai ladri per tagliare la porta posteriore della cassaforte, dopo aver provato a forzare la chiusura anteriore. Hanno creato un varco di 60 centimetri per 40 e poi hanno fatto razzia di ciò che gli interessava, dal denaro (circa duemila euro), fino alle collane e agli anelli regalati come segno di devozione alla Madonna. Hanno lasciato, invece, i vasi sacri, e sono andati via senza essere visti.
«Sono rimasto molto dispiaciuto», commenta don Venanzio prima di lanciare un appello. «Sembra quasi che abbiano scambiato questo posto per un centro commerciale. Eppure», fa notare, «nessuno sapeva del contenuto della cassaforte». Mai, fino ad ora, i ladri si erano permessi di mettere a segno un furto del genere. «In passato hanno rubato uno spadino della Madonna ma in quel caso è stato sufficiente mettere una mano dell’urna», ricorda. Il parroco si rivolge direttamente ai ladri e dice: «Mi auguro che capiscano che i doni votivi hanno uno scarso valore commerciale e spero che ci restituiscano almeno l’oro». Indagano i carabinieri, coordinati dal capitano Alessandro Albano.(f.bu.)
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