Rudere e villetta confiscati offerti alle associazioni

Il Comune fa un bando per cedere due immobili sequestrati a una famiglia rom L’edificio di via Stradonetto è in condizioni pessime, meglio quello a Colle Marino

PESCARA. L’edificio di via Stradonetto 166 è un rudere. Ha le finestre murate, le pareti esterne erose dall’umidità per la mancanza delle grondaie e all’interno mancano addirittura i pavimenti e gli intonaci. Quello di via Colle Marino è in condizioni migliori ed è dotato anche di un garage di 22 metri quadrati. Ecco la situazione degli immobili confiscati ai rom che l’amministrazione comunale vuole cedere alle associazioni con finalità sociali e alle organizzazioni di volontariato. Per questo motivo, i tecnici stanno predisponendo un bando pubblico. In compenso, non si sa ancora quali saranno i criteri per l’aggiudicazione dei due fabbricati.

Il sindaco Marco Alessandrini e l’assessore al patrimonio Veronica Teodoro hanno definito l’iniziativa un esperimento. «Si tratta di un esordio di questa pratica per l’amministrazione comunale», ha spiegato Alessandrini, «entro la metà di febbraio si farà un avviso pubblico per dare in gestione i beni immobili che l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni confiscati e sequestrati alla criminalità organizzata ha destinato al Comune di Pescara. Si tratta di una procedura iniziata nel 2013, deliberata in consiglio nel gennaio 2014 e che noi portiamo avanti, affinché si possa affidare nuovi spazi alle organizzazioni, soprattutto quelle che operano in campo sociale». «Entrambi gli immobili», ha affermato la Teodoro, «verranno concessi a titolo gratuito. Quello di via Colle Marino, che è in condizioni migliori, verrà concesso per 4 anni; quello di via Stradonetto, che appare un rudere, per 12». Tuttavia, le associazioni che si aggiudicheranno gli immobili dovranno, a loro spese, provvedere alle ristrutturazioni. E per l’edificio di via Stradonetto si preannuncia un salasso. Chissà se ci sarà qualche organizzazione intenzionata ad accollarsi la spesa dei lavori, oltre a quelle delle utenze.

C’è comunque il rischio di un flop, come è avvenuto con il mattatoio di via Raiale. Il Comune ha tentato di venderlo facendo due bandi che sono andati entrambi deserti. «Quell’edificio», ha rivelato il sindaco, «ci costa 250mila euro l’anno di manutenzione».

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