Rugby, campo non idoneo Solidarietà ad Angelone

2 Dicembre 2018

SAN GIOVANNI TEATINO. Non si placa la polemica dopo le dimissioni di Antonio Angelone dalla carica di presidente del Sambuceto Rugby, conseguente alla rottura dei rapporti con l’amministrazione...

SAN GIOVANNI TEATINO. Non si placa la polemica dopo le dimissioni di Antonio Angelone dalla carica di presidente del Sambuceto Rugby, conseguente alla rottura dei rapporti con l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luciano Marinucci. Sulla pagina facebook del Sambuceto Rugby e su quella personale di Angelone sono comparsi centinaia di attestati di stima e di solidarietà da parte di genitori dei bambini e dei ragazzi rugbisti, del movimento sportivo regionale e di tanti amici e sostenitori, compreso il consigliere comunale dei Cinque Stelle Mario Cutrupi.
Ieri pomeriggio poi Angelone si è sfogato pubblicando le due lettere giunte dalla Sgt Servizi in cui si annuncia la chiusura degli impianti sportivi. «Finalmente sono libero e posso scrivere dalla mia pagina come cittadino libero e senza “strumentalizzare i bambini”. Tutte le favolette del sindaco Marinucci e della sua giunta per quanto abbiamo fatto per il rugby crollano di fronte a questa comunicazione: campo chiuso e nuovi spogliatoi chiusi. Altro non c’è da dire. L’assessore (si riferisce a Roberto Ferraioli) ha mantenuto la sua promessa del 13 novembre. Ciao a tutti». Nella comunicazione inviata al presidente a mezzo pec soltanto venerdì scorso, si scopre che dopo il sopralluogo effettuato giovedì 29 novembre dall’architetto Savino della Sgt Sport e dal tecnico della Sgt Multiservizi, «è emerso che il campo e il relativo spogliatoio non sono idonei alla pratica sportiva», e che «la struttura verrà riconsegnata quanto prima al Comune di San Giovanni Teatino per l’effettuazione di lavori e di manutenzione straordinaria».
La cosa che ha meravigliato non solo la grande famiglia del Sambuceto Rugby, ma tutti i cittadini di San Giovanni Teatino, è come ha fatto un impianto dove sono stati fatti lavori fino a marzo scorso, e inaugurato in pompa magna da sindaco e assessore a primavera, a essere diventato «non idoneo» dopo pochi mesi. E per quale motivo è stata utilizzata la scusa che il torneo di minirugby non era autorizzato (con tanto di invio di carabinieri, polizia e vigili urbani) invece che avvisare prima dell’inizio del campionato la società guidata da Angelone che non era il caso di programmare un intero campionato in quegli impianti. Anche perchè i danni ora subiti dalla società con il blocco delle partite casalinghe e, molto probabilmente, con il rischio di emigrare a Pescara o a Chieti per continuare il campionato, peserà molto sulle tasche delle famiglie e della società. E già dai commenti su Facebook si capisce che questo episodio non si fermerà alla polemica sui social, ma presto sarà portato all’attenzione di ben altre istituzioni.