Rumori, odori e spese: quante liti tra vicini di casa

27 Maggio 2015

Il delitto del pasticciere ripropone il fenomeno dei condomini insofferenti L’amministratore: la gente è esasperata dalla crisi, non sopporta più niente

PESCARA. Il barbecue sul balcone, la lavatrice azionata di notte, il posto-auto occupato o i “rumori” notturni della coppia troppo focosa: si litiga sempre più spesso e per ogni cosa nei condomini, oggi più che mai. Lo raccontano purtroppo le cronache recenti sfociate negli omicidi che oltre a Napoli e a Roma hanno toccato anche Pescara, con il delitto del pasticciere Orlando, il 6 maggio, per mano del vicino che da anni lo accusava dei rumori e degli odori che provenivano dal suo laboratorio.

Ma se normalmente non si arriva a uccidere, sono proprio gli odori, i fumi e i rumori le cause principali di litigio. «Addirittura», racconta l’avvocato Luigi Salciarini, esperto di questioni condominiali, «mi è capitato un condòmino che aveva fatto un registro dei rumori del vicino, segnando tutto quello che sentiva dall’appartamento a fianco. Alle 13 la lavatrice, alle 13,05 la porta che sbatte, tutto, nel dettaglio. E poi a fine giornata gliel’andava a contestare. Ma molto dipende dalla litigiosità delle persone: la cosa più incredibile che ho visto è una donna che per portare avanti una causa per infiltrazioni, ha cambiato nove avvocati. Perché poi, oltre ai rumori e agli odori, ci si mettono anche le spese condominiali a far litigare le persone. Anzi, è proprio per le questioni economiche», sottolinea l’esperto, «che ci si rivolge all’avvocato. Uno dei motivi più comuni, soprattutto da quando è entrata in vigore nel 2013 la riforma del condominio, è il distacco dal riscaldamento centralizzato che la nuova legge ha reso ammissibile, ma che comporta un aggravio di spesa per gli altri che restano».

«Il problema», commenta Marco Pierotti, presidente provinciale dell’Anaci (associazione nazionale amministratori di condomini e immobili), «è che le liti sono in crescita perché la gente è esasperata per altri motivi, soprattutto legati alla crisi, e non sopporta più quello che sopportava prima. Ormai si discute di tutto e per ogni cosa, e non dipende dalle zone o dal ceto sociale. Solo dal livello di tollerabilità delle persone: anche le spezie utilizzate in cucina dai cittadini stranieri, ad esempio, per qualcuno sono cattivi odori di cui lamentarsi. E proprio l’alta presenza di extracomunitari in uno stesso appartamento», spiega ancora Pierotti, «è motivo di lite. Succede più spesso a Montesilvano dove in un condominio abbiamo chiamato la polizia perché in un appartamento vivevano una trentina di indiani, con tutti i problemi igienici connessi. A Pescara, invece, i problemi sono legati anche alla presenza degli studenti universitari. Le liti sono per le feste e i rumori fino a tardi. Ma comunque litigano tutti e per ogni cosa». Ne sanno qualcosa carabinieri e polizia, chiamati spesso a dirimere liti e alterchi tra condòmini. E se poi neanche l’arrivo delle forze dell’ordine basta a far raggiungere l’accordo si ricorre all’esposto. Nel 2014 sono stati 18 gli esposti presentati in Questura per liti condominiali e dall’inizio di quest’anno ne sono arrivati già 10 per rumori molesti, schiamazzi, per la presenza di cittadini stranieri in numero elevato, ma anche per contenziosi sulle proprietà immobiliari non tanto tra vicini ma tra parenti. «È un problema di mentalità», riprende l’avvocato Salciarini, « spesso si compra un appartamento con l’idea di avere una villa, salvo poi ritrovarsi in una coabitazione forzata che rende ogni occasione buona per discutere. E poi si arriva all’eccesso dell’inquilino che per vendicarsi ogni notte andava a fare la pipì davanti alla porta del vicino».

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