Sì all’accordo con gli angeli del soccorso

5 Luglio 2017

Firmato il disciplinare tecnico sui disastri e i salvataggi in mare tra Fedepiloti e Capitaneria

PESCARA. Mettere in salvo l’equipaggio di una nave in emergenza o sottrarre alla morte centinaia di profughi in mare aperto. Evitare un possibile disastro ambientale o, semplicemente, recuperare una barca alla deriva, riuscendo persino ad agganciare il pontile di un’imbarcazione in condizioni di disagio estremi, quali un maremoto o un incendio.
Grazie al disciplinare tecnico-operativo, firmato ieri mattina nella sede del Terzo nucleo aereo della Guardia costiera di Pescara, 12 piloti portuali e 10 ormeggiatori saranno addestrati per rispondere agli interventi in mare aperto e migliorare così l’efficacia delle operazioni di sicurezza in caso di emergenza, in collaborazione con la componente elicotteristica. In particolare, la formazione è volta alla conoscenza delle procedure di avvicinamento agli aeromobili ad ala rotante durante le operazioni di soccorso, alla memorizzazione dei segnali utilizzati per gli imbarchi e i trasferimenti durante il rilascio degli uomini sul pontile delle navi tramite il verricello di soccorso. I corsi si estenderanno per tutta l’estate e saranno riservati al personale attivo nella fascia adriatica, da Trieste a Bari, in attuazione degli accordi stipulati dal comando generale del corpo delle Capitanerie di porto nel dicembre scorso con Fedepiloti e nel maggio scorso con Angopi. Pescara è la terza realtà in Italia che aderisce all’iniziativa dopo Sarzana e Catania. Gli obiettivi sono la salvaguardia della vita umana in mare, la sicurezza della navigazione e la tutela dell'ambiente marino e costiero. Alla stipula dell’accordo hanno partecipato il direttore marittimo Enrico Moretti, il direttore della Federazione italiana piloti dei porti Fiorenzo Milani, il comandante del Terzo nucleo aereo della Guardia costiera di Pescara, Luigi Amitrano, il presidente dell’associazione nazionale gruppi ormeggiatori italiani Cesare Guidi e Maria Cristina Farina, dirigente del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. «Questo accordo», spiega Moretti citando casi concreti, «arriva dopo la convenzione con il 118 per la formazione dele personale da impiegare durante il soccorso in mare. Gli interventi in mare aperto per mezzo degli elicotteri non sono sporadici: il 23 giugno 2013, una nave dopo un incendio vagava in balia del vento e della corrente e solo grazie al nostro intervento è stato possibile evacuare 12 persone. Un altro episodio analogo si è verificato in Puglia dove i colleghi di Gallipoli hanno evitato che l’imbarcazione si andasse a schiantare contro la scogliera di Santa Maria di Leuca. Infine, il 31 dicembre 2014 grazie agli elicotteristi sono stati messi in salvo 900 profughi abbandonati su un cargo nel canale di Otranto».
«Il progetto», aggiunge Farina, «punta a migliorare la sicurezza degli interventi in mare, mentre il ministero, tramite un suo osservatorio, segue la gestione della parte amministrativa, normativa e giuridica».
Ylenia Gifuni
©RIPRODUZIONE RISERVATA.