«Sì alla Porta del mare in piazza Primo maggio»

26 Agosto 2018

Alessandrini favorevole al ripristino dell’opera di Summa smantellata nel 1993 E firma la petizione indirizzata a se stesso del Comitato abruzzese del paesaggio

PESCARA. «Chi ha potuto vederla, in quei pochi mesi del 1993 in cui dominò con i suoi colori piazza Primo Maggio, non l’ha mai dimenticata: la Porta del mare di Franco Summa, amata o discussa, è rimasta nel cuore dei pescaresi e presto potrebbe tornare a essere qualcosa di più di un nostalgico ricordo». Ad aprire sul possibile ritorno in grande stile dell’opera monumentale del maestro del colore Franco Summa è il sindaco Marco Alessandrini.
Il primo cittadino non solo ammicca alla proposta, partita da una petizione online del Comitato abruzzese del paesaggio, ma addirittura si mette in prima linea, firma l’appello rivolto a se stesso e al Ministero per i beni e le attività culturali (Mibac) e invita dal suo profilo Facebook i pescaresi a fare altrettanto. «Occorre insistere», scrive Alessandrini sul social network, motivando così i suoi concittadini a firmare l’appello all’istituzione che lui stesso rappresenta, «oggi ancora di più, con storie e visioni di bellezza e di pace, come quelle che la porta aveva dentro».
Il monumento del maestro Franco Summa fu promosso nel 1993 dall’Ente manifestazioni pescaresi, allora guidato da Carlo Lizza, realizzata in collaborazione con l’architetto Adina Riga e con l’ingegnere Carlo Galimberti, ma ebbe un’autorizzazione solo temporanea dal Comune. Oggi, a distanza di 25 anni, la sollecitazione del sindaco ha successo e ieri, in poche ore, la raccolta firme sulla piattaforma change.org è schizzata a circa 300 sottoscrizioni. Segno dell’affetto dei cittadini per un’opera che rimase in piedi soltanto per un’estate, ma che nell’immaginario collettivo è rimasta un’icona da recuperare dall’oblio. Martedì pomeriggio, prima del consiglio comunale, Alessandrini ha annunciato un incontro con i membri del Comitato abruzzese del paesaggio che per primi hanno avanzato la proposta di riportare la Porta del mare in pieno centro, sullo spartitraffico che guarda la Nave di Cascella. «Il mio augurio», argomenta il sindaco, «è che questa operazione riesca, per questo firmerò anch’io la petizione e collaborerò fattivamente con il comitato, di cui conoscevo già l’esistenza. Mi sembra un buon obiettivo riportare l’intervento di Summa in città. Per Pescara, la porta che fece parlare all’epoca e che ancora oggi fa parlare, rappresenta tutt’altro che un’opera dimenticata e il fatto che accenda punti di vista diversi sulla sua natura e significato è il segno che non è un’opera indifferente, ma un lavoro che centra in pieno la finalità stessa dell’arte, ossia portare bellezza e movimento intorno a sé».
Come racconta lo stesso Alessandrini, all’inizio di agosto, prima delle ferie estive, ha incontrato Franco Summa nel suo studio «per condividere il suo punto di vista su come riqualificare il cuore del centro cittadino, piazza della Rinascita e la passeggiata verso il mare e su come renderlo più attrattivo attraverso l’arte». «Una visita cercata», prosegue Alessandrini, «perché il maestro sta lavorando per la città, ridisegnando la nuova piazza Caduti del Mare intorno ad un’opera, La rosa dei venti, che è prevista nel progetto del Comune per il bando di riqualificazione delle periferie. Il discorso si è subito incentrato sul ritorno della Porta del mare. Nel suo laboratorio, infatti, c’è il prototipo che, rispetto a quello che realizzò all’epoca dell’installazione in piazza Primo Maggio nel 1993, oggi potrebbe essere perfezionato sia per materiali che per ingegneria, in modo da renderlo ancora più sostenibile e significativo».
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